A Paternò la festa di Santa Barbara entra nel vivo con le celebrazioni che preludono al triduo liturgico. Ieri mattina, la consegna del Premio Idria ha dato il via alla giornata, seguita dal concerto di chitarra organizzato dall’Associazione Culturale Cantastorie Busacca, che cosi chiude per questa stagione la propria attività. Due momenti che, per certi aspetti, si sono intrecciati. La serata ha poi visto il suono festoso delle campane del Santuario di Santa Barbara, che hanno chiamato i fedeli alla prima celebrazione liturgica del triduo, in onore della santa patrona. Una giornata ricca di eventi, che ha visto un epilogo ancor più straordinario con un vero e proprio miracolo.
La tradizione dei cantastorie, ripresa con grande entusiasmo dall’Associazione Busacca, ha trovato spazio anche nella cerimonia di consegna del Premio Idria, durante la quale è stata premiata la presidente Francesca Busacca. Il riconoscimento le è stato conferito per l’impegno instancabile con cui ha preservato e promosso la tradizione paternese, una tradizione che affonda le sue radici nel secolo scorso. Un legame profondo tra i cantastorie e la “storia” stessa, che si è concretizzato nel ritorno a Paternò del maestro di chitarra Agatino Scuderi.

Nonostante l’annullamento di tutte le manifestazioni non religiose di competenza del comune, l’Associazione Busacca ha confermato, con il patrocinio del comune, l’organizzazione del concerto. In passato, il maestro Scuderi aveva già suonato all’Auditorium Don Milani e alla Biblioteca Comunale, culla di molti eventi culturali, ma mancava ancora il Piccolo Teatro. Sabato, il concerto “Guitar Recital” e “Alma Latina” del duo “Seis Cueras Dos” – composto dal maestro Agatino Scuderi e dalla giovane allieva (nonché maestra a sua volta) Gloria Pafumi – ha finalmente riportato la chitarra classica nel cuore di Paternò.
Una serata davvero indimenticabile.
Considerando l’intensità degli eventi della giornata, il concerto è stato una performance vis-à-vis, un momento intimo e diretto con il pubblico. Tra i presenti, il dirigente dell’ENDOFAP Vittorio Pittalà, il dirigente dell’Istituto Comprensivo “Virgilio”, professor Luciano Maria Sambataro, e la presidente della Proloco Salvina Sambataro. Dopo i saluti di rito, il giovane maestro di pianoforte Leone Cartalemi ha preso la parola, ricordando il lungo e prestigioso curriculum del maestro Scuderi, docente al Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania.
Cartalemi ha poi intavolato un dialogo con il maestro, chiedendogli come riuscisse a “far parlare” la chitarra, emozionando e riscaldando i cuori. Scuderi ha raccontato la sua esperienza, risalente ai suoi anni giovanili, quando il maestro Marcello Inguscio lo coinvolgeva in concerti di beneficenza presso le case di riposo.

Nonostante la temperatura rigida, la serata si è animata quando, tra un pezzo e l’altro, un simpatico personaggio con occhiali scuri seduto tra il pubblico, il “Ray Charles di Paternò”, ha chiesto al maestro “ maestro pozzu cantare nà canzuni” . Al diniego, si è allontanato pacificamente. Una scena che ha riportato alla memoria i tempi degli spettacoli d’altri tempi, nei teatri di avanspettacolo. Un preludio perfetto alla magia che sarebbe seguita.
Mentre le due chitarre simulavano un dialogo amoroso, tra le melodie latine e sudamericane di Francisco Tàrrega, John Dowland ma anche Bach (Adagio cantata 147, Sarabanda- Double) Yvon Rivoal, Luciano Berio, Isaac Albeniz, Joa Pernambuco, Antonio Lauro e Vivaldi, riscaldavano i cuori dei presenti, con il magico tremolio sulle corde delle chitarre. L’atmosfera, creata dal duo, era incantata. Quando, nel finale del concerto all’improvviso, la luce si è spenta, l’atmosfera delle balere si è fatta ancora più intensa, con il duo che ha continuato a suonare a lume di candela… o meglio, a luce di cellulari. Un momento davvero indimenticabile.
Nel frattempo, a fine concerto, si diffondeva tra i presenti la notizia di un miracolo. Un operaio, impegnato nell’installazione delle luminarie per la festa, mentre lavorava sul quadro elettrico appena fuori dal teatro, ha evitato miracolosamente una scarica elettrica che avrebbe potuto essere fatale. Sebbene il forte scoppio che ha fatto saltare la corrente gli abbia causato una temporanea difficoltà a vedere, l’operaio è rimasto illeso, come se fosse stato protetto da una forza superiore. Un segno che ha aggiunto un tocco di straordinarietà a una giornata che resterà a lungo nel cuore di tutti i partecipanti.