Dagli occhi vispi e soddisfatti dei bambini si comprende quanto siano importanti l’amore e la presenza delle loro famiglie, e quanto sia prezioso sentirsi parte di una vera Comunità Educante, capace di accogliere, sostenere e valorizzare ogni persona nella propria unicità.
Con questo spirito, ieri pomeriggio, la storica Villa Moncada di Paternò si è trasformata in uno spazio aperto alla comunità, all’educazione e all’inclusione, ospitando la festa dedicata all’inizio del nuovo anno educativo. Un appuntamento all’insegna dello slogan “La Comunità Educante: semi di crescita condivisa”, pensato per inaugurare un percorso ricco di attività ludiche, momenti di riflessione e occasioni di crescita rivolte a bambini, ragazzi e adulti.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Paternò e dall’Assemblea Regionale Siciliana, ha visto la partecipazione e il contributo di realtà del Terzo settore attive sul territorio. A promuoverla è stata la cooperativa Comunità Educante, realtà che opera come motore di prossimità e di creatività sociale, affiancando la scuola e le famiglie nel percorso di crescita e nel benessere dei minori.

A raccontare il significato dell’iniziativa è la dottoressa Anna Sanfilippo, che coordina i servizi delle cooperative Team e Mosaico.
“I servizi di Team sono servizi educativi e scolastici presenti in tutto il distretto, mentre Mosaico gestisce servizi che fanno riferimento al Centro ABA per i disturbi del neurosviluppo, convenzionato con l’Asp di Catania. L’idea di questo incontro era quella di mettere da parte, almeno per un pomeriggio, ogni diagnosi e festeggiare semplicemente dei bambini che stanno iniziando il loro anno scolastico e delle famiglie che sono sempre in prima linea per i propri figli. In un mondo che li vuole sempre perfetti, volevamo che ieri si sentissero liberi di essere se stessi, secondo il proprio modo di vivere gli spazi e il tempo. Ecco perché abbiamo scelto di occupare un luogo simbolico come la villa comunale”.
Una scelta che ha restituito alla comunità uno spazio di incontro, lontano da etichette e definizioni, dove bambini e adulti hanno potuto condividere un pomeriggio di gioco, creatività, natura e relazioni.
Gli operatori presenti, tra tecnici ABA e analisti del comportamento, hanno avuto un ruolo fondamentale nell’accompagnare le attività e nel mettere in campo strategie utili a sostenere grandi e piccoli, favorendo la partecipazione e il benessere di tutti.
L’idea di fondo è semplice ma importante: educare è una responsabilità condivisa. Famiglie, scuola, istituzioni, Terzo settore e cittadini possono contribuire insieme alla costruzione di contesti nei quali ogni bambino e ogni ragazzo possa sentirsi accolto, partecipare e trovare le proprie opportunità, valorizzando differenze, peculiarità e fragilità.
Anche le attività proposte hanno seguito questa filosofia. Grazie alla Compagnia Caffè Express, adulti e bambini hanno potuto riscoprire la bellezza dei giochi antichi e i profumi di altri tempi. I laboratori, accompagnati da personale qualificato, hanno offerto inoltre l’occasione di riscoprire il valore delle parole gentili, della fantasia e della condivisione attraverso le storie, lette insieme con gioia e partecipazione.
Più delle parole, però, a raccontare la riuscita dell’incontro sono state le immagini. Le fotografie scattate dai genitori e successivamente condivise nelle chat delle famiglie hanno restituito sorrisi, partecipazione e momenti di autentica condivisione, testimoniando la soddisfazione per un pomeriggio vissuto insieme. Per l’occasione ripulita a dovere la villa, per accogliere l’evento, e per la gioia dei piccoli attivata anche la fontana.
La festa di inizio anno educativo è stata così molto più di un semplice appuntamento: è diventata un’occasione per ricordare che una comunità cresce quando nessuno viene lasciato ai margini e quando ciascuno può sentirsi parte di un progetto comune.
Un pomeriggio di gioco, creatività, natura e relazioni per raccontare, attraverso gesti concreti, l’idea di un territorio nel quale nessuno è soltanto destinatario di un servizio, ma ognuno può partecipare, contribuire e sentirsi parte della comunità.