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Paternò, il nuovo portale dell’Azienda idrica si apre riportando il “pensiero” di Paolo Borsellino

È stata una scelta fortemente voluta dal nuovo management e dall’ingegnere Giovanni Parisi, oggi alla guida dell’azienda

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«Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta».

Con questa frase di Paolo Borsellino si apre il nuovo portale di A.M.A. S.p.A., la società a totale capitale pubblico del Comune di Paternò incaricata della gestione del Servizio Idrico Integrato. È stata una scelta fortemente voluta dal nuovo management e dall’ingegnere Giovanni Parisi, oggi alla guida dell’azienda.

Parisi appartiene a quella generazione che era ancora giovane quando Falcone e Borsellino affidarono ai ragazzi di allora un messaggio di responsabilità e di impegno civile, lo stesso spirito “forte e libero” evocato da don Sturzo. Oggi quei giovani sono chiamati a guidare istituzioni e società pubbliche, nel segno della legalità.

La riattivazione del sito istituzionale rappresenta un primo segnale concreto di discontinuità. Il precedente portale era stato disattivato a seguito di un’interdittiva antimafia che aveva colpito il provider del servizio. L’interdittiva, emessa nel gennaio 2025, aveva portato però all’interruzione del rapporto soltanto nel novembre successivo: una tempistica singolare e imbarazzante, che restituisce l’immagine di un passo anacronistico che oggi A.M.A. è chiamata a superare.

Se il buongiorno si vede dal mattino, questo è un segnale incoraggiante.

Paternò è una città storicamente ricca d’acqua. Anche nei periodi in cui altri comuni sono rimasti a secco, ha potuto contare su importanti riserve idriche. Le sue acque, ricche di minerali, includono la storica fonte dell’“acqua grassa”. La collina storica è attraversata da un qanat di origine araba, mentre da via degli Svevi si raggiunge il grande serbatoio comunale, un rudere risalente ai primi del Novecento.

Il compianto Antonino Tomasello recuperò dall’archivio del notaio C. Oliveri, una nota risalente all’indomani della Prima guerra mondiale, del 9 marzo 1919. In quel documento il commissario di Paternò, Brancati, chiedeva all’on. Gabriello Carnazza – poi ministro – e al catanese Gioacchino Russo, originario di Paternò, di perorare presso il Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio il finanziamento dei progetti per l’adeguamento dei locali del macello e per la costruzione del serbatoio dell’acquedotto. Segno di una lunga e radicata attenzione cittadina alla gestione dell’acqua.

L’acquedotto di Paternò ha infatti una storia significativa: nasce come “Azienda Idrica” del Comune, poi nel 1957 diventa AMSCA e inizia a operare nello stesso anno gestendo per conto dell’ente il servizio idrico. Nel 1994 il Consiglio comunale approva il regolamento di funzionamento aziendale ai sensi del DPR 902/86, modificandone la denominazione in Azienda Municipalizzata Acquedotto (A.M.A.). Tuttavia non viene deliberato l’adeguamento della struttura organizzativa alla normativa vigente (legge 142/90 e successive modifiche), che prevedeva l’attribuzione di un patrimonio, l’iscrizione nel registro delle imprese, l’acquisizione della personalità giuridica e, in definitiva, una maggiore autonomia imprenditoriale.

Oggi A.M.A. S.p.A. si ripropone come azienda innovativa, al fianco dei cittadini.

«Non appartengo più alla categoria dei giovani – afferma l’Ing. Parisi –. Da qualche settimana, per spirito di servizio, ho accettato la nomina ad Amministratore Unico di A.M.A. S.p.A. È un impegno a tempo che porterò avanti cercando di onorare al meglio la fiducia della Commissione straordinaria insediata a Paternò, finché ciò sarà compatibile con i miei impegni di lavoro, la serenità della mia famiglia e la mia salute. Anche perché non sono più un ragazzo».

Il sito non è ancora completo in tutte le sue sezioni, ma A.M.A. ha scelto di attivarlo per due ragioni. La prima è offrire un servizio più accessibile e “friendly” all’utenza, che deve essere una priorità. La seconda è simbolica: l’incompletezza del portale riflette in parte la condizione attuale dell’azienda, sospesa tra ciò che è stata e ciò che presto dovrà diventare.

«In queste prime settimane – continua Parisi – sono stati tantissimi e inaspettati i contributi di generosità ricevuti per far ripartire il sito e non solo».

In un post pubblico l’ingegnere ha voluto ringraziare quanti hanno offerto il proprio sostegno: «Ivan, Valeria, Edoardo, Stefania, Osvaldo, Sergio, Rosario e tanti altri che in silenzio hanno detto: “noi ci siamo per dare una mano”».

Tra questi, il professor Costantino Visconti, ordinario di Diritto penale e direttore del DEMS dell’Università di Palermo, con cui A.M.A. sta stipulando una convenzione per verificare e implementare, attraverso tirocini curriculari, la compliance aziendale. E ancora il professor Antonio Leotta, ordinario di Economia aziendale e presidente del Corso di Laurea magistrale in Direzione aziendale dell’Università di Catania, con cui è in corso una convenzione per sviluppare i processi necessari a un adeguato controllo di gestione, sempre mediante tirocini universitari. Competenze autorevoli e giovani energie per portare aria nuova in A.M.A., sostanzialmente senza aggravio di costi.

A tutti loro va la gratitudine dell’azienda e la riconoscenza personale dell’Amministratore Unico.

«Riporto in via eccezionale queste considerazioni – conclude Parisi – in una pagina nella quale mi ero ripromesso di non esprimere commenti sul mio incarico a tempo. Non solo per ragioni di riserbo. Sono state tante, forse persino eccessive, le attestazioni di incoraggiamento. Ringrazio: i “like” e gli abbracci riscaldano, ma servono poco a fare bene. A tutti chiedo invece di restare sentinelle indipendenti e rigorose di questa esperienza di servizio. Nel mio operato non sono esente da errori. Utenti e stakeholder potranno esprimere liberamente segnalazioni o critiche, non qui, ma attraverso il sito e i canali social che A.M.A. attiverà progressivamente, anche tramite l’apposita piattaforma di whistleblowing, dove chiunque, anche in forma anonima, potrà segnalare eventuali violazioni del Codice etico o del Modello organizzativo 231 adottato dall’azienda».

 

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