Una mattinata di riflessione profonda, silenzi carichi di emozione e un grido corale contro ogni forma di abuso. L’Istituto Comprensivo “G.B. Nicolosi-Giovanni XXIII” di Paternò ha ospitato l’incontro “L’amore non uccide, l’amore è vita; insieme per dire basta!”, un evento centrale del progetto “No Violenza”.
Dalle ore 09:00 alle 11:00, l’aula magna si è trasformata in un presidio di legalità e consapevolezza, dove studenti e istituzioni si sono guardati negli occhi per affrontare una delle piaghe più dolorose della società.
A rompere il ghiaccio è stata la voce dell’Insegnante Letizia Rossella Asero, co-ideatrice del progetto. Attraverso la lettura di tre poesie dedicate alla libertà della donna, (“Sei Bella” di Angelo De Pascalis; “Cara Donna” di Michael Reid; “Sorridi” di Alda Merini), la docente ha tracciato il solco emotivo dell’incontro: la violenza si combatte innanzitutto con la cultura e il rispetto dell’indipendenza femminile, evidenziando come solo un approccio multidisciplinare possa offrire una via d’uscita concreta dal labirinto della sottomissione.
Il momento più toccante della mattinata è stato senza dubbio l’intervento di Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano, vittima di femminicidio, e Presidente dell’Associazione “Io sono Giordana”. La proiezione di un video dedicato alla giovane Giordana ha avvolto la sala in un silenzio commosso. Con una forza straordinaria, Vera ha condiviso la sua testimonianza, trasformando il dolore privato in una missione pubblica. Le sue parole, decise e vibranti, hanno colpito dritto al cuore i ragazzi, esortandoli a riconoscere i segnali del possesso che nulla ha a che fare con l’amore.
Il dibattito ha visto il contributo di figure di spicco nel campo della prevenzione e della tutela. Il commissario Calogero Lo Mascolo e l’ispettore Francesco Giacomarra della Polizia di Stato di Catania: hanno portato la voce della legge, spiegando l’importanza della denuncia e della fiducia nelle istituzioni. Poliziotti che hanno sottolineato come la denuncia non sia solo un atto formale, ma il primo passo fondamentale per rompere l’isolamento e attivare i protocolli di protezione immediata.
Avv. Flavia Indaco e Psicologa Rita Virgillito (Osservatorio “Violenza e Suicidio”): hanno analizzato i risvolti legali e le fragilità psicologiche che gravitano attorno ai contesti di violenza. L’Avvocata ha delineato il quadro normativo vigente, soffermandosi sulle misure cautelari e sui diritti fondamentali a tutela delle vittime. La Psicologa ha invece esplorato i traumi profondi e i meccanismi di manipolazione che rendono difficile la richiesta di aiuto.
Avv. Mariagrazia Pannitteri (Associazione “Sportello Donna”): ha illustrato il lavoro quotidiano di supporto concreto alle vittime sul territorio, descrivendo come lo sportello rappresenti un primo approdo sicuro, dove l’ascolto empatico e l’assenza di giudizio sono le basi per ricostruire la fiducia in se stesse. L’enfasi è stata posta sulla creazione di una rete umana solidale, capace di accompagnare ogni donna passo dopo passo verso una nuova quotidianità libera dalla paura. Il dialogo con i giovani:
Il vero cuore pulsante dell’evento sono stati gli studenti. Lontani dal ruolo di semplici spettatori, i ragazzi e le ragazze hanno interagito con domande dirette e riflessioni mature, dimostrando come il progetto, ideato dall’associazione “Aitna Press”- che da tempo tratta diverse tematiche e sfaccettature della violenza ― stia seminando consapevolezza nelle nuove generazioni.

“L’educazione sentimentale parte dai banchi di scuola. Solo conoscendo i propri diritti e rispettando l’altro si può costruire un futuro diverso,” è il messaggio emerso durante il confronto. Una chiusura nel segno della gratitudine. A conclusione della mattinata, la Dirigente Scolastica Melita Barbara Clemenza ha espresso il proprio orgoglio per la partecipazione degli studenti e delle studentesse, sottolineando il ruolo della scuola come sentinella di civiltà. In un gesto simbolico di rinascita e ringraziamento, sono state anche consegnate delle mimose a tutte le donne che hanno preso parte al dialogo dell’incontro.