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Paternò, Nino Naso sulla relazione: “Una visione distorta, mi batterò per la verità”

Naso: “Ho sempre pagato le tasse e continuerò a farlo come ogni cittadino civile”

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Dopo lo scioglimento del Comune di Paternò  per presunte infiltrazioni mafiose, nei giorni scorsi è stata resa nota la relazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, già pubblicata sulla nostro sito di informazone,  presentata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il provvedimento prevede diciotto mesi di gestione commissariale e arriva al termine di un’indagine che, secondo il Viminale, avrebbe evidenziato collegamenti diretti e indiretti tra amministratori locali ed esponenti della criminalità organizzata di tipo mafioso.

Sulla vicenda è intervenuto l’ex sindaco Nino Naso, che in una lunga dichiarazione respinge con fermezza le conclusioni contenute nella relazione ministeriale. Ecco il contenuto, condiviso da Naso, sulle pagine social:

In queste ore ho letto e riletto le motivazioni che hanno condotto alla drastica decisione dello scioglimento del Comune di Paternó, e non riesco a capacitarmi come ne emerga una visione della realtà distorta che non mi appartiene, che non appartiene ai principi che hanno sempre animato il mio operato.
Ho sempre svolto il mio ruolo di Sindaco con un unico obiettivo, quello di servire la mia città nel rispetto rigoroso della legge, delle istituzioni e dei principi di legalità e trasparenza.

Giusto per essere chiari: la commissione d’accesso svolge un’attività amministrativa, non giudiziaria. Le sue valutazioni sono ipotesi, non accertamento di responsabilità. Nel decreto non risultano provvedimenti penali o contestazioni a carico del Sindaco. Il concetto di “condizionamento” è una valutazione discrezionale. Essere eletto per due mandati a primo turno, senza ballottaggio, attesta una scelta popolare libera e non necessariamente condizionata da terzi. E anche nella stessa relazione ministeriale non è dato rinvenire alcun atto riconducibile agli interessi della criminalità organizzata. Ed è per rispetto e responsabilità verso la comunità di Paternó, prima ancora che verso me stesso, che mi batterò in tutte le sedi giudiziarie competenti affinché venga ristabilita la verità dei fatti nella loro reale e completa dimensione.

Una verità necessaria per tutelare la dignità mia personale, quella della mia famiglia, ma soprattutto l’onore e l’immagine di una intera città che non può e non deve essere marchiata da accuse infamanti e ingiuste.
A tale scopo, ho già conferito mandato al mio legale, avv. Luigi Casiraro, affinché mi assista e mi tuteli in ogni sede, con determinazione e nel pieno rispetto della legge, in questa triste e dolorosa vicenda.

E ancora, onde evitare mistificazioni, speculazioni, cattiverie gratuite da parte dei soliti sciacalli di turno, il sottoscritto fa presente che non ha nessun contenzioso tributario con il Comune di Paternó (TARi, IMU, ecc.).
Ho sempre pagato le tasse e continuerò a farlo come ogni cittadino civile.

Ed è per questo che provo tanta rabbia e tanta amarezza, ma nello stesso tempo tanta forza e tanta determinazione nella certezza della verità. Quella vera! E non tanto per me che vivo questo momento difficile, ma per rispetto di chi ha creduto e crede a quel Sindaco, a quest’uomo… per dare un senso a un progetto, a quel meraviglioso progetto che ci ha fatto tremare il cuore di tanto amore, ma anche di tanta responsabilità. E lo voglio dire, anzi lo voglio gridare:
per me essere stato il Sindaco di Paternó, della mia città, è come se fosse stato scritto da qualche parte, il mio destino. E come dico sempre: è proprio quella linea di “pazzia”, che fa parte di me, che mi ha dato lo slancio di una “scelta romantica”, di sentimento e di amore, di cuore e di testa… Ma con un prezzo altissimo da pagare…
Come tutte le passioni.”

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