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In Primo Piano

Paterno’: Tenta di far esplodere uno sportello bancomat, denunciato dai Carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Paternò, al termine di una mirata attività investigativa, hanno denunciato un 40enne per danneggiamento

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Dopo una serie di attente indagini, i CC della Stazione di Paterno’ sono risaliti al balordo che, intorno alla mezzanotte di due settimane fa, aveva tentato di forzare uno sportello bancomat della città. A smascherare l’uomo sono state le immagini riprese dalla videocamera di sorveglianza.

Le immagini mostrano l’uomo nell’atto di aggirarsi nei pressi dello sportello bancomat di un istituto di credito situato nel centro cittadino. Dopo essersi sincerato che non ci fosse nessuno nelle vicinanze, è passato all’attuazione dello sconsiderato piano.

In particolare l’individuo, simulando di effettuare un’operazione allo sportello automatico, tira fuori un petardo dalla tasca dei jeans e lo colloca all’interno della feritoia di fuoriuscita delle banconote. Dopo aver innescato la combustione della miccia, si dà alla fuga, mentre due ragazze, ignare di quanto stesse accadendo, transitano pericolosamente, al momento dello scoppio, sul lato opposto del marciapiede.
L’esplosione ha chiaramente danneggiato l’erogatore di banconote,
e le immagini mostrano l’uomo che ritorna sul posto per verificare l’esito dello scoppio.

Immediata la reazione dei Carabinieri, che grazie ad un’attenta disamina del filmato di videosorveglianza e ad una profonda conoscenza del tessuto sociale del territorio, sono riusciti a risalire all’identità del “bombarolo”. I militari dell’Arma si sono quindi recati presso la sua abitazione dove, effettuata una perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto e sequestrato proprio gli indumenti da lui indossati in occasione del danneggiamento dell’ATM.
Alla luce dei gravi indizi di reato nei suoi confronti, il 40enne è stato pertanto denunciato a piede libero per danneggiamento.

In Primo Piano

Ipocondriaco in azione, approfitta immotivatamente del SSN

Un uomo, 55enne, colto dall’ansia ipocondriaca, mette a punto un sistema per usufruire di esami diagnostici, a spese del SSN, presso diversi ospedali della penisola. Scoperto, l’uomo è stato denunciato.

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Succede così: quando la paura di essere ammalato di un qualche acciacco insidioso e nascosto ti prende, cominci a vivere uno stato di continua ansia e ti determini a consultare medici su medici, nella febbrile ricerca di pareri che possano tranquillizzarti. Senonché, il senso di rassicurazione è di breve durata e lascia presto il posto al timore che, di sicuro,  un qualche malanno lo devi pur avere ma il medico non se ne è accorto.  Si chiama ipocondria ed è, probabilmente, alla base del curioso caso che ha portato alla recente denuncia di un 55enne, di origini venete, che, sotto falso nome, si è presentato presso diverse strutture ospedaliere dello Stato, a brevi intervalli di tempo, denunciando malesseri che hanno di volta in volta determinato l’ospedalizzazione del paziente e la sua sottoposizione a specifici e costosi esami.

Il sistema, messo a punto dall’uomo, è andato a monte quando alcuni sanitari che lo avevano già avuto in cura lo scorso mese di ottobre, presso il reparto di Neurologia del Cannizzaro di Catania, dove l’uomo, simulando un malore, “sensazione di debolezza e riduzione della sensibilità degli arti di sinistra”,  era riuscito a farsi ricoverare, se lo sono ritrovato, il mese successivo, ricoverato per accertamenti presso il reparto di neurologia dell’Ospedale “Gravina” di Caltagirone, dove,  fornendo false generalità, era riuscito ad essere ricoverato, anche questa volta presso il reparto di neurologia. Riconosciuto, dunque, da personale sanitario che presta servizio in entrambi i nosocomi, il paziente, scoperto e in evidente stato di imbarazzo, non ha saputo fornire alcuna spiegazione relativamente alle false generalità fornite al momento del ricovero. L’uomo se l’è data alla fine a gambe, sgattaiolando alla svelta fuori dal reparto in cui era stato ricoverato e facendo perdere le proprie tracce.

I fatti sono stati denunciati ai poliziotti del Commissariato Borgo Ognina i quali, si sono messi sulle tracce del paziente per accertarne la vera identità e capire quali fossero le ragioni sottese all’insolita condotta dell’uomo. In breve tempo, gli agenti sono riusciti a risalire in modo certo ai dati anagrafici del paziente. L’uomo, è risultato essere già stato denunciato per fatti analoghi: altre volte aveva fornito false generalità, al fine di fruire gratuitamente di prestazioni sanitarie presso gli ospedali di Grosseto, Chieti, Venezia, Cremona e Parma, ove si era recato mesi prima.

La preoccupazione eccessiva riguardo la propria salute e la volontà di effettuare più esami clinici a costo zero, poiché a carico del servizio sanitario nazionale, ottenendo al contempo più consulenze mediche, lo avevano spinto a recarsi, con cadenza mensile, presso gli ospedali dei più disparati comuni d’Italia, registrandosi ogni volta sotto falso nome.

Il malato immaginario è stato denunciato per il reato di sostituzione di persona che prevede la pena della reclusione fino ad un anno.

 

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Cronaca

Paternò, operazione antimafia “Athena”, le reazioni della politica cittadina

Il Movimento 5 stelle chiede dimissioni di Naso e Comis, il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia guarda al Ministero dell’Interno, mentre i Dem denunciano il fatto che la ricerca del consenso è inquinato

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Salvatore Comis e Nino Naso

E sull’inchiesta antimafia “Athena” che vede indagati il sindaco Nino Naso e l’assessore Salvatore Comis con l’ex consigliere e ex assessore Pietro Cirino che è stato arrestato, sono state diverse le reazioni della politica locale e nazionale. Sull’inchiesta antimafia “Athena” è intervenuto il Partito Democratico con una nota stampa : “E’ uno spaccato preoccupante quello che proviene dall’indagine della Dda di Catania e che vede, ancora una volta, certa politica andare a braccetto con la criminalità organizzata a cui si rivolge alla ricerca di appoggio elettorale promettendo utilità. E’ un campanello d’allarme, l’ennesimo, quello della ricerca del consenso che, evidentemente, ancora in Sicilia continua ad essere particolarmente inquinato”. Lo dichiarano Maria Grazia Pannitteri, responsabile del dipartimento Giustizia del PD Sicilia e Turi Leonardi, segretario del circolo di Paternò. Anche il coordinamento comunale e gruppo consiliare di Fratelli d’Italia dice la sua : “Assordante il silenzio dell’amministrazione comunale di Paternò per le accuse mosse dalla procura della Repubblica di Catania, nei confronti dell’ex assessore, arrestato, Piero Cirino assieme ad altre 16 persone. Indagati invece a piede libero anche l’assessore Comis e il sindaco Nino Naso, eletti nel Giugno 2022 con l’appoggio di liste civiche e di orientamento di sinistra in contrapposizione al candidato di FDI, appoggiato dal centrodestra. Il giudice per le indagini preliminari descrive un quadro devastante forse molto più grave di quanto avvenuto in altri comuni, sciolti poi da questo governo per infiltrazioni mafiose. Toccherà al Ministero dell’Interno valutare gli interventi successivi, che attengono agli aspetti politici , che sono solo gli unici che ci interessano, lasciando agli inquirenti quelli giudiziari, per i quali restiamo fiduciosi nell’azione della magistratura”. Anche il Movimento 5 stelle interviene sull’operazione antimafia e ha inviato sindaco Naso e assessore Comis a dimettersi. “Ha dell’ incredibile quanto accaduto oggi a Paternò e siamo veramente stupefatti dei personaggi coinvolti nell’inchiesta condotta dai carabinieri, a cui va il nostro plauso- dicono in una nota i pnetastellati- .Vedere i nomi di ex amministratori locali ed attuali componenti della giunta e addirittura il Sindaco, provoca tanta rabbia e indignazione e se era già noto a tanti come il meccanismo che ruota attorno alle aste giudiziarie fosse sporco e fallace, leggere oggi che finalmente qualcuno ha trovato il coraggio di denunciare ci fa ben sperare sul futuro della nostra comunità. A questo imprenditore va tutta la nostra solidarietà e un grande attestato di stima- si legge nella nota stamp-  Le accuse sono gravissime. Si parla di voto di scambio politico-mafioso, questione che abbiamo più volte sollevato ad ogni competizione elettorale esortando i cittadini a scegliere sempre i propri rappresentanti in modo libero e senza condizionamento alcuno. Siamo certi che il Sindaco e l’assessore Comis, entrambi indagati, riusciranno a dimostrare la propria estraneità ai fatti ma nelle more che ciò avvenga sarebbe opportuno che sia il primo cittadino Nino Naso che l’assessore Comis rassegnino le proprie dimissioni. Riteniamo che ciò sia necessario a tutela della credibilità istituzionale dell’ente nei confronti, anche e soprattutto, dell’ intera comunità paternese”.

(Nella foto l’ex assessore Pietro Cirino e il sindaco Nino Naso)

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