Mancano ormai poco più di due settimane e gli italiani si preparano a tornare alle urne per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia.
A differenza dei referendum abrogativi, quelli che conosciamo quando si va a votare per cancellare una legge esistente, il referendum confermativo prevede che gli elettori si esprimano per decidere se confermare o respingere una legge costituzionale già approvata dal Parlamento.
Al centro della riforma voluta dal governo di Giorgia Meloni, e che punta a riscrivere l’assetto della magistratura italiana ci sono: la separazione delle carriere, il doppio Csm ed il sorteggio dei membri.
Il punto chiave è la divisione netta tra giudici e pubblici ministeri. Non più passaggi da una funzione all’altra: chi accusa resterà PM, chi giudica resterà giudice. Per la maggioranza è una garanzia di maggiore imparzialità mentre per le opposizioni un rischio per l’equilibrio costituzionale.
La riforma prevede anche due distinti Consiglio Superiore della Magistratura, uno per i giudici e uno per i PM e introduce il sorteggio per parte dei membri, con l’obiettivo di ridurre il peso delle correnti.
Il governo parla di “svolta storica e giustizia più efficiente”. I critici temono un cambiamento che potrebbe alterare i rapporti tra politica e magistratura oltre che un aumento non indifferente della spesa pubblica rispetto all’attuale sistema. Il confronto ha tenuto e tiene ancora banco.
Si voterà domenica 22 marzo dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì 23 marzo dalle 7.00 alle 15.00.