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Cronaca

Roma, vertenza Pfizer, tre aziende interessate per lo stabilimento etneo

“Avevamo chiesto a Pfizer di percorrere ogni strada per garantire un futuro produttivo al sito di Catania. Oggi registriamo un primo risultato concreto in questa direzione” ha dichiarato Urso

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Sono tre le aziende che hanno manifestato interesse per lo stabilimento Pfizer di Catania. Lo hanno comunicato le parti al termine dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il Ministero del Lavoro e Mimit verificheranno direttamente l’affidabilità e la fattibilità dei piani dei potenziali acquirenti “Avevamo chiesto a Pfizer di percorrere ogni strada per garantire un futuro produttivo al sito di Catania. Oggi registriamo un primo risultato concreto in questa direzione” ha dichiarato Urso. «L’interesse delle tre società e gli impegni assunti dall’azienda aprono nuove prospettive. Lavoreremo per tradurle in un progetto industriale solido, a tutela dei lavoratori e delle competenze dello stabilimento».

Alla luce di queste disponibilità, Pfizer si è impegnata a non procedere alla dismissione delle linee produttive coinvolte, anche oltre il 31 ottobre, fino alla conclusione degli approfondimenti che il Mimit condurrà con le tre società, sulle possibilità di reindustrializzazione e sulle relative garanzie occupazionali.

«L’interesse manifestato da tre società internazionali per lo stabilimento Pfizer di Catania rappresenta un segnale incoraggiante e un primo passo concreto verso la costruzione di una prospettiva industriale per il sito e per i suoi lavoratori. Ringrazio il ministro Adolfo Urso per l’impegno portato avanti dal Mimit e per la determinazione con cui sta seguendo una vertenza strategica per il nostro territorio». Lo afferma il sindaco di Catania Enrico Trantino.
«La scelta di Pfizer di mantenere operative le linee produttive anche oltre il 31 ottobre, nelle more degli approfondimenti con i potenziali investitori, è un passaggio importante per consentire di valutare soluzioni credibili e garantire continuità produttiva e occupazionale. Adesso occorre trasformare queste manifestazioni di interesse in un progetto industriale solido, capace di valorizzare le professionalità e le competenze presenti nello stabilimento», aggiunge.

«Catania non può permettersi di disperdere un patrimonio di conoscenze, lavoro e capacità produttiva costruito negli anni. Come Amministrazione unitamente al consiglio comunale continueremo a sostenere, in piena sinergia con il Governo nazionale e con il ministro Urso, ogni percorso serio di reindustrializzazione che metta al centro la tutela dei 330 lavoratori coinvolti e il futuro produttivo del sito. È un obiettivo che richiede responsabilità, concretezza e unità d’intenti, perché dietro questa vertenza ci sono famiglie, professionalità e una parte importante del sistema economico catanese».

Al tavolo hanno partecipato, per le organizzazioni sindacali, Jerry Magno per Filctem Cgil, Stefano Costa per Femca Cisl, Domenico D’Antone e Alfio Avellino per Uiltec Uil, Carmelo Giuffrida, segretario regionale UGL Sicilia, e Angelo Mirabella per Ugl Chimici.

Il Ministero ha ipotizzato la possibilità di prorogare i termini previsti dalla legge 234/2021, con una sospensione temporanea della procedura per valutare le offerte con maggiore attenzione. L’avvocato dell’azienda ha ribadito che Pfizer non intende ritirare la procedura in corso e non vuole perdere i benefici della legge 234/2021, che consentono di attivare ammortizzatori sociali e scivoli pensionistici, come l’isopensione. Il dottor Losego, funzionario del Mimit, ha indicato l’obiettivo di definire il piano di reindustrializzazione e la valutazione dei compratori entro dicembre. Nel frattempo saranno valutate le uscite volontarie incentivate e il ricorso all’isopensione. Nel corso dell’incontro è stata sollevata anche la questione di come Pfizer si posizioni a livello europeo rispetto a queste dinamiche, descritte come parte di una più ampia «politica del cambiamento». Pfizer Italia ha chiarito inoltre che la procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge 223, avviata l’8 ottobre, non coinvolge il sito di Catania. Si tratta di due questioni distinte.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 22 ottobre al Ministero del Lavoro, con il Mimit, per discutere i tempi necessari, gli strumenti da utilizzare e la reale fattibilità dei piani dei potenziali acquirenti.

Le organizzazioni sindacali prendono atto dell’interesse dei tre potenziali acquirenti e della scelta dei ministeri di verificarne i piani. Chiedono tempi certi e verifiche serie, perché sono in gioco il futuro del sito e l’occupazione di centinaia di lavoratori, e per il 22 ottobre domandano garanzie concrete su ogni passaggio, a partire dalla proroga dei termini.

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