Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’avvocato Francesco Biondi in risposta all’articolo dal titolo S.M. di Licodia, Campi tennis e padel, opposizione: “vittoria di Pirro pagata dai cittadini” pubblicato sulla nostra testata giornalistica, che riporta la posizione dell’opposizione in merito all’ormai nota vicenda della revoca dell’affidamento della gestione dei campi da tennis e padel di via Bartali all’Asd Tennis Club di Santa Maria di Licodia.
La nota
Non è mia intenzione entrare nell’agone politico tampoco criticare l’operato dei consiglieri comunali che hanno tutto il diritto di esprimere le proprie opinioni “politiche” nelle forme e nei modi che ritengono opportuno , mantenendo sempre i principi di pertinenza, verità e soprattutto continenza che sono previsti per i giornalisti ma anche per tutti coloro che vogliono evitare di incorrere nel reato di diffamazione o addirittura in quello di calunnia. Per ciò, ma anche per rispetto al codice deontologico, eviterò di entrare nel merito della questione.
Mi limito , per verità e giustizia, a precisare che le cifre relative agli onorari dei due difensori che hanno adeguatamente difeso il Comune, facendo respingere per ben due volte i ricorsi presentati dall’associazione interessata, complessivamente nemmeno si avvicinano alla metà della cifra indicata dai consiglieri comunali rimanendo ampiamente al di sotto dei limiti previsti dei parametri minimi previsti dal DM 55/2014 e ciononostante la oggettiva complessità della materia trattata e l’articolazione dei ricorsi.
In ordine all’esito del ricorso non posso far altro che annotare come sia la naturale conclusione determinata non dalla volontà di perseguire alcuno ma dalla pervicacia nel ritenere che si potessero detenere beni pubblici come gli impianti sportivi senza pagare nulla per 4 anni e rifiutando ogni tipo di accordo accordato proposto dall’Amministrazione Comunale . Semmai la volontà persecutoria è spiegata da controparte che ancora una volta ha presentato l’ennesimo ricorso al tribunale civile. Forse vogliono gli esponenti che il comune non si costituisca causando all’Ente un danno Erariale, magari per poi rivolgersi alla Corte dei Conti?
L’Amministrazione Comunale ha aperto tutte le strade possibili ad un componimento bonario ma la società non ha mai voluto accettare e lo testimonia anche buona parte della documentazione presente nell’istruttoria . Come ho già detto la Società ha tutto il diritto di percorrere tutte le strade giudiziarie che ritiene opportuno ma l’Amministrazione Comunale HA IL DOVERE istituzionale e civico di resistere in giudizio proprio a tutela di un bene che deve essere amministrato con il solo scopo del bene pubblico e non di privati cittadini . Ovviamente mi riservo ogni tutela legale nelle competenti sedi giudiziarie a cui invierò l’articolo al fine di far valutare la sussistenza di eventuali estremi di reato.