Un’irruzione non andata a buon fine. La tabaccheria è quella situata in via Vittorio Emanuele, proprio davanti a piazza Umberto I che continua a essere bersaglio di malviventi. L’attività commerciale, che commercializza anche oggetti da regalo e fragranze, è stata nuovamente nel mirino per l’ennesima azione criminale, fortunatamente senza successo.
Si sarebbe trattato del quarto assalto nell’arco di dodici mesi. Il primo episodio risale a dicembre 2024, seguito da altri due eventi simili verificatisi tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio 2025. Non più fatti sporadici, ma una serie continua di azioni delittuose focalizzate sempre più frequentemente su prodotti da fumo e biglietti della fortuna.
Il proprietario dell’esercizio, dopo le disavventure dell’anno precedente, aveva adottato diverse misure per rafforzare la protezione del punto vendita: cristalli più resistenti, dispositivi di sicurezza aggiornati e l’inserimento di barriere in metallo, per prevenire lo scasso, come era successo in passato. Queste precauzioni hanno impedito, durante la notte appena trascorsa, ai criminali di portare a termine un vero e proprio saccheggio.
Tuttavia, l’intrusione di ieri ha causato conseguenze danni ad un’abitazione recentemente rinnovata e ancora non occupata. Proprio come nei fumetti, i ladri hanno optato per la strategia cinematografica di realizzare un’apertura in una parete che mette in comunicazione l’immobile adiacente con il negozio di tabacchi. Un progetto studiato nei minimi particolari. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, i malfattori hanno prima violato l’accesso allo stabile, scavalcando una barriera, per poi dirigersi verso un locale di servizio al piano terra dove hanno iniziato, utilizzando strumenti appropriati, a perforare la muratura confinante con la tabaccheria, con l’obiettivo di creare un passaggio per sottrarre prodotti da fumo, profumi e altra merce, ma il piano è fallito.
A far saltare l’operazione è stato l’innesco del sistema d’allarme. Nel frattempo, le forze dell’ordine, intervenute tempestivamente, hanno eseguito gli accertamenti tecnici e raccolto ogni indizio disponibile che possa condurre all’identificazione dei responsabili. Nessun refurtiva da calcolare, ma ciò che conta maggiormente è il deterioramento causato ai proprietari dell’immobile durante l’azione illecita. Saranno necessarie parecchie migliaia di euro per sistemare i guasti che i criminali non identificati hanno lasciato dietro di sé nel tentativo fallito di compiere il colpo.