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Cronaca

S. M. di Licodia-Paternò, sarebbe stato individuato il cane morsicatore

In assenza di mircrochip risulterebbe difficile dire con esattezza se si tratta del cane morsicatore. Il sindaco Nino Naso pubblica ordinanza simile a quella licodiese

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Sarebbe stato individuato nelle scorse ore, in territorio di Paternò, il rottweiler presunto responsabile delle aggressioni avvenute la scorsa settimana ai danni di due bambini residenti a Paternò e Santa Maria di Licodia. Il cane, simile a quello immortalato in una foto diffusa all’interno dell’ordinanza sindacale del sindaco di Santa Maria di Licodia Giovanni Buttò, secondo quanto appreso, sarebbe stato rintracciato da un cittadino paternese in via delle Gemme a Paternò. Successivamente, l’uomo avrebbe condotto l’animale presso la propria abitazione informando tempestivamente la locale Polizia Municipale che è intervenuta sul posto. Il cane, prelevato poi dall’Asp, è stato condotto presso il canile di Adrano dove rimarrà in isolamento per almeno una settimana per osservare l’eventuale sviluppo di patologie prima di poterne accertare la sua reale pericolostià.

Ad indagare sulla vicenda è la procura di Catania, che aveva aperto “motu proprio” le indagini venuta a conoscenza dell’aggressione del minore paternese e per la quale non era stata presentata nessuna querela. Indagini, affidate poi alla Polizia del Commissariato di Adrano. Da parte delle Forze dell’Ordine e dall’Asp, comunque, rimane alta l’attenzione sulla vicenda. In assenza di microchip, così come riferito dalle autorità che stanno indagando sui fatti, non può esservi la certezza che il cane individuato e condotto al canile sia lo stesso di quello resosi responsabile delle aggressioni ai due bambini. Pertanto, qualunque cittadino individui ulteriori cani radagi simili a quello diffuso attraverso le foto segnaletiche, dovrà informare le forze dell’ordine per valutare se l’animale possa esserre pericoloso per l’incolumità della collettività. Proprio in queste ore, infatti, anche il sindaco di Paternò Nino Naso è corso ai ripari emanando una propria ordinanza simili a quella licodiese.

Cronaca

Belpasso: Rapina a gioielleria, colpo andato a segno e malviventi in fuga

Nel mirino dei malviventi una gioielleria presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

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Nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle ore 18:00, si è consumata, a Belpasso, una rapina a mano armata, in via Vittorio Emanuele III. Nel mirino dei malviventi una gioielleria, presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

Secondo le prime ricostruzioni, i tre uomini hanno fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale, armati, seminando il panico. Durante l’azione si sarebbe verificata una colluttazione tra i rapinatori e il gioielliere, che avrebbe tentato di opporsi alle mire dei balordi. Nonostante la resistenza del commerciante, i malviventi sono riusciti a portare a termine la rapina, dileguandosi rapidamente. Ancora da quantificare l’ammontare del bottino.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Paternò  e i militari del locale comando stazione , che hanno immediatamente avviato le indagini. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno e nei pressi della gioielleria, che potrebbero fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

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Cronaca

Adrano, due uomini in manette, trovate marijuana e tartarughe di specie protetta

Ad agire i poliziotti del locale commissariato

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Si aggirava in modo sospetto tra le vie del centro storico di Adrano. Il suo atteggiamento non è passato inosservato agli agenti della Polizia di Stato impegnati nel controllo del territorio. L’uomo, un adranita di 33 anni è stato raggiunto, identificato e sottoposto a perquisizione che ha consentito di trovare, negli slip, una bustina in plastica con 1,3 grammi di marijuana.

Intuendo che l’uomo potesse avere altra sostanza stupefacente, i poliziotti del commissariato di pubblica sicurezza di Adrano hanno ritenuto opportuno estendere gli accertamenti all’abitazione in uso al 33enne.

In casa è stata trovata una busta con all’interno 23 grammi di marijuana ripartiti in 21 dosi già confezionate e pronte per essere spacciate. In un’ulteriore busta sono state rinvenute infiorescenze non ancora suddivise in dosi, per un peso complessivo di 180 grammi.

La droga trovata è stata posta sotto sequestro, insieme al materiale utile per il confezionamento, a bilancini di precisione e denaro contante in banconote di diverso taglio.

Dalle verifiche eseguite sul posto, i poliziotti del locale commissariato hanno intuito che l’abitazione fosse in uso anche ad un giovane adranita di 22 anni al momento non presente sul posto.

Invitato a presentarsi, il 22enne si è assunto ogni responsabilità sulla presenza della marijuana nell’abitazione, ammettendo che la droga trovata gli apparteneva. I due adraniti sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Dopo la convalida del fermo il GIP ha disposto per il 22enne la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Adrano, con obbligo di presentazione tre volte a settimana presso un ufficio di polizia, mentre il 33enne è stato rimesso in libertà.

Durante la perquisizione nella casa, oltre alla droga, i poliziotti si sono imbattuti in due tartarughe rientranti tra le specie protette, le quali sono state sequestrate in quanto non regolarmente denunciate dal 22enne e successivamente sono state affidate al Corpo Forestale Regionale per il collocamento in un centro di recupero faunistico di Messina. Il giovane, quindi, è stato denunciato, in stato di libertà, per detenzione di esemplari animali appartenenti a specie protetta.

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