Connect with us

In Primo Piano

S.M. di Licodia, nuovamente disponibile il pediatra di famiglia

Ad informare i cittadini del ritorno in paese di un medico pediatra, il primo cittadino Giovanni Buttò

Pubblicato

il

Dopo diversi mesi di assenza, sul territorio di Santa Maria di Licodia di un medico specializzato in pediatria, è già attivo il servizio rivolto ai più piccoli. Sarà la Dott.ssa Di Lorenzo ad assumere il ruolo di pediatra di famiglia fissando in maniera provvisoria il luogo di ricevimento presso la guardia medica licodiese, in attesa che la stessa provveda a realizzare un proprio studio medico. Ad informare del ritorno del servizio di pediatria è stato oggi il sindaco Giovanni Buttò attraverso una nota. “Cari concittadini come Amministrazione siamo vicini a tutte quelle famiglie che, avendo bambini piccoli, in questo momento si sono ritrovati sprovvisti del medico pediatra di famiglia. Dopo essermi personalmente impegnato per capire come poter affrontare questo disservizio, avendo dialogato con i Dirigenti del distretto sanitario e gli addetti ai lavori per trovare insieme una soluzione che avesse potuto evitare alle famiglie di S.M. di Licodia di spostarsi in altri comuni, finalmente un medico pediatra ha già preso servizio a S.M. di Licodia”

Link per la scelta del medico o per il cambio medico (clicca qui)

Orari di apertura degli uffici dell’ASP di Adrano: Lunedì – Mercoledì – Giovedì ore 8:30 – 12:00 Martedì ore 15:30 – 17:00

Cronaca

Catania, coltivava cannabis sul terrazzo di casa, denunciato 37enne

Nella terrazza dell’abitazione dell’uomo trovate due piante di cannabis alte oltre 1,50 metri

Pubblicato

il

La droga a chilometro zero. La Polizia di Stato ha denunciato un uomo di 37 anni, originario della Repubblica Dominicana, che aveva trasformato il terrazzo di casa in un luogo per la coltivazione di cannabis. A scoprirlo sono stati i poliziotti della squadra volanti, unitamente alle unità della squadra cinofili della Questura di Catania, nel corso di una mirata attività di controllo nel quartiere Picanello, finalizzata a prevenire lo spaccio di droga.

Le attenzioni dei poliziotti si sono concentrati in alcuni punti del quartiere, noti per alcuni episodi legati proprio alla vendita di sostanze stupefacenti. In particolare, nei pressi di via Mirko, il fiuto  dei due cani-poliziotto “Maui” e “Ares” ha segnalato ai rispettivi conduttori la possibile presenza di droga all’interno di un’abitazione.

I poliziotti hanno bussato alla porta di casa e ad aprire è stato il 37enne che, spontaneamente, ha consegnato ai poliziotti una busta con 80 grammi di marijuana, conservato nel comò della camera da letto. Con il suo gesto, l’uomo pensava probabilmente di scongiurare un controllo approfondito da parte degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

In realtà, i poliziotti hanno voluto vederci chiaro fino in fondo, eseguendo una perlustrazione della casa. L’attenzione è stata immediatamente catturata dalla presenza nella terrazza dell’abitazione di due piante di cannabis alte oltre 1,50 metri, prontamente poste sotto sequestro, unitamente alla busta di marijuana consegnata dall’uomo.

Prima della distruzione da parte dell’Autorità Giudiziaria, quanto ritrovato verrà analizzato dal competente laboratorio di Polizia Scientifica.

L’uomo, invece, è stato denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

 

Continua a leggere

Chiesa

Paternò, riposizionata la “Croce di Cristo” danneggiata da un vile atto vandalico

Di grande impatto e di profonda riflessione le parole dell’Arcivescovo di Catania Luigi Renna: “Chi è stato? Troppo facilmente qualcuno ha subito addebitato la colpa ai nostri fratelli musulmani. Possono essere state delle persone che si drogano, che bevono alcool. Non strumentalizziamo questi fatti”

Pubblicato

il

E’ stata riposizionata ieri sera sulla Collina Storica, dopo essere stata benedetta da Mons Luigi Renna, Arcivescovo di Catania, la “Croce di Cristo” danneggiata a seguito del grave atto vandalico registratosi nei giorni scorsi.  La ricollocazione è avvenuta al termine di un pellegrinaggio penitenziale partito dalla Chiesa di Santa Margherita e conclusosi presso la Chiesa di Santa Barbara al cui interno si trovavano diverse centinaia di fedeli.

Un momento di raccoglimento e riflessione collettiva che ha coinvolto numerosi cittadini, le autorità civili e militari, esponenti del clero e l’Amministrazione comunale, insieme ai rappresentanti del Coordinamento Liturgico del XII Vicariato. Un gesto quella del danneggiamento delle croci che ha suscitato indignazioni e condanne a tutti i livelli.

Di grande impatto e di profonda riflessione l’omelia di Mons. Luigi Renna.  “Chi è stato? Troppo facilmente qualcuno ha subito addebitato la colpa ai nostri fratelli musulmani. Non me la sento di condividere questa visione, sia perché con la comunità musulmana la diocesi di Catania mantiene una forma di rispetto, e loro hanno manifestato dolore per quanto accaduto”.

Il Capo della Chiesa catanese invita tutti a non strumentalizzare questi fatti. “Possono essere state delle persone che si drogano, che bevono alcool- prosegue Renna nella sua omelia- I musulmani, quelli che lavorano nelle nostre campagne, e qualcuno di voi – qualche paternese – forse deve confessare che non dà un giusto salario. E non dare la giusta paga gli operai è uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Cioè merita l’inferno perchè  fa vivere l’inferno agli altri. Sono i cristiani battezzati che si droga, che beve, che fumano il crack che combinano questi guai. Sono i battezzati che bestemmiano. Facciamoci un bell’esame di coscienza. Perché Paternò è una grande Città, e non deve pensare di essere grande solo perché ha delle tradizioni, ma perché deve avere un presente. Di civiltà e di fede.

E’ a tutto per essere questo- prosegue Renna- Mi raccomando, non voglio sentire che si scrive sui social, o che si dice sui giornali, facciamo un’interpellanza contro quelli che voi sfruttate. Quando quelli se ne andranno, se se ne andranno, chi è che andrà a raccogliere le vostre arance per due euro. Voi? I vostri figli? Fatevi un esame di coscienza, cari paternesi. E se stanno per strada è perché non possono stare nelle baracche, perché non hanno un dormitorio a Paternò. E quando ci muoveremo a farlo. Io prego in ginocchio le istituzioni di farlo. La Chiesa farà la sua parte. Ma la Chiesa non la Pia Infermiera. Lo Stato deve prendersi le sue responsabilità. Mi appello agli onorevoli, mi appello al Signor Sindaco. Segno di civiltà sarà questo. Se voi non li volete i musulmani, andate voi a raccogliere le arance. E poi non lo so se pagherete i vostri operai 2 euro all’ora”.

Continua a leggere

Trending