La Polizia di Stato ha individuato i tifosi del Paternò Calcio che, nelle scorse settimane, si sono resi protagonisti di alcune contestazioni all’interno dello stadio “Falcone Borsellino”, durante la partita Paternò-Messina dello scorso 1 febbraio, valevole per il campionato di serie D, girone I.
In particolare, i poliziotti del Commissariato di Adrano hanno identificato nove ultras, tra cui alcuni giovanissimi, che, a più riprese, hanno acceso fumogeni sugli spalti della tribuna B, lanciandone alcuni in campo, determinando un serio pericolo per le squadre presenti sul terreno di gioco. Per tali ragioni, l’arbitro della partita è stato costretto ad interrompere l’incontro sportivo per ben due volte.
Non si è trattato di un caso isolato, dal momento che, nel corso degli ultimi mesi, si è registrata una vera e propria frattura tra la tifoseria e l’attuale proprietà del club calcistico.
Infatti, già nel corso della partita Paternò-Gela del 16 novembre scorso era stato registrato un fitto lancio di fumogeni in campo, con l’arbitro che, per alcuni minuti, aveva sospeso l’incontro. Analoghi episodi di intemperanza si erano registrati durante il match Paternò-Savoia del 18 gennaio scorso con il lancio di diversi petardi contro la squadra di casa.
Gli agenti della Polizia Scientifica del Commissariato di Adrano, presenti per garantire l’ordine pubblico, sono riusciti a individuare l’autore dei gesti inqualificabili, un ragazzino con età inferiore ai 14 anni che è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria.
Lo stesso giovanissimo si è reso protagonista del lancio di fumogeni, insieme ad altri tre minori e a cinque maggiorenni, nel corso della partita Paternò-Messina. Grazie alla visione e all’attenta analisi delle immagini raccolte dalla Polizia Scientifica del Commissariato di Adrano è stato possibile identificarli e denunciarli alle Procure di competenza per possesso e utilizzo di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive.
Alla luce delle loro condotte il Questore di Catania ha emesso per tutti il DASPO, il provvedimento con il quale viene precluso l’accesso alle manifestazioni sportive per la durata di 2 anni per i maggiorenni e per la durata di 1 anno per i minori.