A seguito della scossa di terremoto di magnitudo 4.5 sull’Etna tre squadre operative del comando provinciale dei vigili del fuoco di Catania e tre funzionari tecnici, supportati da un’autoscala e un’Unità di comando locale, stanno operando a Ragalna per effettuare verifiche strutturali in edifici che hanno subito danni e dove si sono verificati crolli parziali. Le squadre, rende noto il comando provinciale, stanno effettuando sopralluoghi su diversi edifici e lungo le principali arterie stradali del territorio comunale per valutare l’entità dei danni strutturali e garantire la sicurezza della popolazione. In Municipio è stato attivato il Centro operativo comunale (Coc) e il comando provinciale dei vigili del fuoco ha inviato una Unità di comando locale che fungerà da Posto di comando avanzato e da punto di coordinamento per la gestione delle richieste di soccorso da parte dei cittadini. Al momento, confermano anche i vigili del fuoco, non sono giunte notizie di feriti tra la popolazione per la scossa di terremoto.
Ingenti i danni a Ragalna: “La nostra comunità stamattina ha avuto un risveglio importante” con la scossa di terremoto di magnitudo 4.5 e al Comune sono già arrivate “circa 600 segnalazioni di danni importanti ed evidenti a case private. Ma non abbiamo ancora un quadro completo dei danni subiti dal territori. Per fortuna fino a questo momento abbiamo avuto segnalazione di feriti”. Lo ha detto il sindaco di Ragalna, Nino Caruso, facendo un punto sugli accertamenti in corso da parte dei vigili del fuoco e di tecnici della Protezione civile regionale su strutture pubbliche e private a Ragalna, paese dell’Etna epicentro del sisma.
“Anche il Municipio ha riportato danni – ha aggiunto il primo cittadino – ma non strutturali e dopo un sopralluogo è stato dichiarato agibile e qui abbiamo attivato il Centro operativo comunale, ma, per precauzione, lo abbiamo interdetto al pubblico”.
Danni al campanile della Chiesa Madonna del Carmelo e lesioni e caduti di calcinacci nella Chiesa di Santa Barbara.
Salvo Cocina capo della protezione civile regionale ha specificato che il terremoto, vicino a Ragalna, seguito da altre scosse di minore intensità, “molto probabilmente è stato causato dalla faglia Calcerana e altre faglie note e censite nei nostri studi di microzonazione sismica di terzo livello che si confermano avanzati e molto attendibili” ha causato “crolli di muri di strade e tetti case disabitate” e “lesioni a numerosi edifici, compreso il Municipio”.
Ma quella delle 7.05 non è stata l’unica scossa ad essere registrata. A seguire gli strumenti dell’Ingv di Catania hanno registrato un vero e proprio sciame sismico: sono state 14 in tutto le scosse rilevate (l’ultima alle 9.42), tutte di energia nettamente inferiore comprese tra magnitudo 1.2 e 2.7.
In seguito alla forte scossa di terremoto che ha interessato l’area del catanese, Anas ha attivato i protocolli e le procedure previste per le verifiche delle strutture stradali e autostradali in gestione.
In particolare, il personale Anas ha svolto specifici controlli in corrispondenza di ponti e sovrappassi presenti lungo lo sviluppo della SS 284 (tra la progressiva km 30 e la progressiva km 44) e la SS 121 (tra la progressiva km 32 e la progressiva km 43), ricadenti nei territori comunali di Paternò, Santa Maria di Licodia, Biancavilla e Adrano in Sicilia.
Si precisa che le attività di controllo sono tuttora in corso di svolgimento.
Le verifiche condotte da Anas non hanno evidenziato anomalie o danni strutturali mentre la circolazione è sempre stata regolarmente garantita su tutte le arterie grazie alla prima fase di controllo eseguita dal personale preposto alla sorveglianza stradale.