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S.M. di Licodia, Revocati progetti di Servizio Civile al Comune

Alla base, la mancata erogazione della formazione specifica entro i termini previsti dalla normativa. Preoccupazione da parte degli operatori volontari

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Con decreto del 20 marzo scorso, il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale ha disposto l’interruzione delle attività progettuali e la chiusura dei progetti di Servizio Civile Universale attivi nel  Comune di Santa Maria di Licodia, ente di accoglienza accreditato tramite l’associazione Ultreya Pedara che ha così ricevuto una dura sanzione amministrativa. Al centro della vicenda c’è un obbligo preciso previsto dalla normativa del Servizio Civile Universale, posto in capo allo stesso ente di accoglienza ma largamente disatteso, attraverso il quale era necessario erogare la formazione specifica ai volontari entro novanta giorni dall’avvio dei progetti. Formazione, che si sarebbe dovuta concludere entro il 29 settembre 2025 ma che non si è svolta entro i tempi previsti. Ad essere interessati dal provvedimento sanzionatorio sono tre distinti progetti – Segui la freccia 2, Amo il mio territorio e Trinacria bella da vivere 2 – tutti facenti parte di più ampi programmi di Servizio Civile attivi nel territorio etneo.

La vicenda che ha portato alla chiusura dei progetti ha inizio quando il Dipartimento prende atto di una situazione anomala segnalata dallo stesso comune e confermata da Ultreya Pedara, attraverso la quale l’ente pubblico licodiese aveva autonomamente chiesto al Dipartimento l’autorizzazione a svolgere le attività formative con docenti diversi rispetto a quelli indicati nel progetto, in un momento in cui la formazione specifica avrebbe già dovuto essere completata da mesi e senza aver mai avvertito l’ente titolare della situazione di difficoltà. Da tale comunicazione è scaturito l’accertamento disposto dal Dipartimento che aveva avviato formalmente il procedimento sanzionatorio, contestando all’ente l’irregolarità concernente la mancata erogazione della formazione specifica nel rispetto dei tempi e del monte ore previsto dal progetto. Una violazione che ai sensi del Prontuario ministeriale ha portato alla revoca dell’approvazione del progetto, notificata nella giornata di ieri.

Sulla vicenda, era stato anche l’ente titolare Ultreya Pedara ad aver delineato al Dipartimento la vicenda, trasmettendo le proprie difese e, in allegato, quelle del Comune di Santa Maria di Licodia, ribadendo come la formazione specifica sia una responsabilità piena ed esclusiva dell’ente di accoglienza e chiarendo il proprio ruolo di mero coordinamento generale. Il Comune di Santa Maria di Licodia, dal canto suo, aveva chiarito le circostanze del ritardo richiamando un elemento organizzativo di peso. Nel giugno 2025, proprio all’avvio dei progetti, l’ente licodiese aveva proceduto con la sostituzione di tutte le figure che fino a quel momento si erano occupate della gestione del Servizio Civile Universale. Il cambio di personale, avvenuto senza un efficace passaggio di consegne, avrebbe impedito alle nuove figure di gestire correttamente gli adempimenti, compresa la formazione specifica. “Al fine di adempiere alle attività formative” si legge nelle controdeduzioni dell’ente pubblico licodiese “il Comune si è prontamente attivato per individuare un soggetto qualificato idoneo all’erogazione della formazione specifica, pur nella consapevolezza che l’intervento sarebbe avvenuto oltre il termine dei 90 giorni dall’avvio. La formazione è stata avviata in data 10 dicembre 2025 e si è regolarmente conclusa in data 20 gennaio 2026, nel rispetto del monte ore e dei contenuti previsti dai progetti approvati”. 

A valutare le controdeduzioni è stato, in ultima istanza, il Dipartimento, che le ha ritenute insufficienti. Negli scorsi giorni, inoltre, il Comune di Santa Maria di Licodia era stato oggetto di un’ispezione da parte dello stesso Dipartimento, che aveva voluto verificare in presenza ogni aspetto gestionale del progetto. Ma nemmeno questo li ha fatti desistere dalla chiusura del progetto. Una misura chirurgica, quella attuata, che ha voluto colpire il solo anello del sistema che non ha ben funzionato, senza compromettere gli altri progetti attivi ed afferenti agli stessi programmi di attuazione.

Ad essere caduti nello sconforto e nella preoccupazione sono principalmente i giovani operatori volontari che nella serata di ieri si sono visti recapitare una mail attraverso la quale veniva comunicata la chiusura del progetto. Con l’entrata in vigore del decreto, infatti, le attività progettuali all’interno delle sedi comunali si interrompono. I giovani volontari che prestavano servizio in quelle sedi cessano formalmente dal loro incarico. Ma non tutto, per loro, sarebbe perduto. Un leggero spiraglio di luce potrebbe apparire in fondo a questo tunnel di inadempienze e carenze. La normativa prevede infatti la possibilità di un provvedimento di riassegnazione degli stessi operatori presso altre sedi, altri progetti o altri programmi, per consentire loro di portare a termine il periodo di Servizio Civile. I volontari di Servizio Civile fino ad ieri in forza al Comune di Santa Maria di Licodia, riceveranno comunque l’attestato di fine servizio, valido anche per la riserva del 15% nei concorsi pubblici.

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