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Cronaca

Adrano, la morte di Gerlando di 17 anni, una comunità attonita si stringe attorno alla famiglia

Il 17enne avrebbe accusato un malore mentre stava facendo un giro su una bici elettrica, perdendo i sensi senza più riprendersi. La Procura toscana ha disposto il sequestro della salma per l’autopsia

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C’è ancora sgomento e incredulità ad Adrano per l’improvvisa morte di Gerlando Falzone, il 17enne deceduto durante una gita scolastica a Firenze.

Il ragazzo, studente dell’istituto “Pietro Branchina”, avrebbe accusato un malore mentre stava facendo un giro su una bici elettrica, perdendo i sensi senza più riprendersi. La Procura toscana ha disposto il sequestro della salma per l’autopsia che è prevista martedì prossimo. Il nonno che portava lo stesso nome del 17enne era stato ucciso con una fucilata il 5 febbraio 1968 ad Adrano mentre tentava di disarmare un individuo pericoloso barricato in casa.

Intanto l’Amministrazione Comunale ha comunicato che l’inaugurazione della nuova mensa scolastica presso il Plesso Stazione, originariamente prevista per martedì 14 aprile, è stata rinviata a data da destinarsi. La decisione è stata assunta in segno di profondo rispetto e sincero cordoglio per la prematura scomparsa del giovane Gerlando Falzone.

“In questo momento di immenso dolore, il Comune di Adrano intende stringersi attorno alla famiglia Falzone, ritenendo doveroso sospendere ogni momento istituzionale in attesa delle esequie” si legge in una nota.

Si moltiplicano nel contempo i messaggi di cordoglio. In una lettera i rappresentanti degli studenti del Branchina Gabriel, Tatiana, Alice e Gioele ricordano Gerlando.  “Non avremmo mai voluto scrivere queste parole. Non oggi, non così. Siamo abituati a vivere la scuola come il luogo dei progetti, delle risate durante l’intervallo e dell’attesa per le gite, momenti che dovrebbero restare tra i ricordi più belli della nostra giovinezza. Sapere che uno di noi non tornerà da quel viaggio è un dolore che toglie il fiato e che non riusciamo ad accettare. Oggi il silenzio nel nostro istituto urla più di mille parole. Siamo rappresentanti, è vero, ma prima di tutto siamo compagni, amici, ragazzi che condividono gli stessi corridoi e gli stessi sogni.  La notizia che ci è arrivata da quella gita non è solo un dolore: è un vuoto che toglie il fiato. Una vita che doveva fiorire insieme a noi si è fermata nel momento che doveva essere di massima gioia, e questo ci lascia smarriti, fragili, arrabbiati. Vogliamo solo dire con tutto il cuore innanzitutto alla famiglia: Il nostro dolore è solo un’ombra rispetto al vostro, ma sappiate che tutta la comunità del Branchina vi abbraccia. Non siete soli. Un abbraccio ai compagni di classe: Siamo qui per voi. In queste ore di buio, la nostra unica forza è restare uniti, sostenerci, piangere insieme se serve, senza paura di mostrare la nostra fragilità. Gerlando…tu non sarai mai un banco vuoto. Sarai ogni risata che riecheggerà a scuola, ogni traguardo che raggiungeremo, ogni viaggio che faremo. Ti portiamo dentro, in ogni passo. Il Branchina non dimentica i suoi figli. Buon viaggio, compagno nostro.”

 

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