Si ferma a un passo dal miracolo la rincorsa del Catania. Nella notte in cui il “Massimino” si era vestito a festa, credendo nell’impossibile, la squadra di Domenico Toscano batte l’Ascoli per 2-1 ma deve dire addio ai sogni di gloria. Il pesante 4-0 incassato nella gara d’andata si è rivelato un fardello troppo grande da digerire. In finale playoff ci vanno i marchigiani, che ora si giocheranno la promozione in un doppio confronto infuocato contro il Brescia.
L’avvio del Catania è di quelli che fanno tremare le gambe agli avversari. Spinti dal ruggito dei ventimila del Massimino, i rossazzurri aggrediscono il match e dopo appena sette minuti trovano il gol che accende la miccia: Milanese commette un pasticcio sanguinoso con un retropassaggio corto, Caturano si avventa sulla sfera come un falco e trafigge Vitale per l’1-0.
L’Ascoli barcolla ma non cade, e tra il 10′ e il 27′ crea tre nitide palle gol per pareggiare. A blindare la porta etnea ci pensa però un monumentale Dini, autore di almeno tre miracoli salva-risultato su D’Uffizi, Guiebre e sul colpo di testa a botta sicura dello stesso Milanese. Scampato il pericolo, il Catania torna a spingere e al 43’fa crollare lo stadio: Forte ruba palla con caparbietà a Curado e sigla il 2-0. All’intervallo il tabellone dice che la rimonta è possibile: manca solo metà dell’opera.
La ripresa si apre con il Catania a un millimetro dal terzo gol. Al 48′ D’Ausilio fa tutto bene, calcia a botta sicura ma la sua conclusione si stampa sul palo esterno. È l’episodio spartiacque del match. La sfortuna e la stanchezza iniziano a farsi sentire nelle gambe dei padroni di casa, che continuano a spingere (spettacolare una sforbiciata di Casasola salvata in corner), ma perdono di lucidità.
Toscano prova a pescare le ultime energie dalla panchina inserendo Cicerelli, Bruzzaniti, Raimo e Lunetta, ma all’83’arriva la doccia fredda che fa calare il gelo sul Massimino. L’Ascoli trova il varco giusto e Oviszach, con un diagonale chirurgico, batte Dini firmando il 2-1. È il gol che fa scorrere i titoli di coda sulla qualificazione.
La ripresa si apre con il Catania a un millimetro dal terzo gol. Al 48’D’Ausilio fa tutto bene, calcia a botta sicura ma la sua conclusione si stampa sul palo esterno. È l’episodio spartiacque del match. La sfortuna e la stanchezza iniziano a farsi sentire nelle gambe dei padroni di casa, che continuano a spingere (spettacolare una sforbiciata di Casasola salvata in corner), ma perdono di lucidità.
Toscano prova a pescare le ultime energie dalla panchina inserendo Cicerelli, Bruzzaniti, Raimo e Lunetta, ma all’83’arriva la doccia fredda che fa calare il gelo sul Massimino. L’Ascoli trova il varco giusto e Oviszach, con un diagonale chirurgico, batte Dini firmando il 2-1. È il gol che fa scorrere i titoli di coda sulla qualificazione.
Gli ultimi minuti sono di pura frustrazione: il gioco viene anche interrotto per qualche minuto a causa del lancio di fumogeni sul terreno di gioco. Nel recupero c’è spazio solo per l’ultimo sussulto di Di Tacchio, parato da Vitale.
Al triplice fischio, l’Ascoli festeggia il pass per la finalissima contro il Brescia. Per il Catania resta l’amarezza di un’andata totalmente fallimentare, ma anche l’orgoglio di averci creduto fino all’ultimo secondo di fronte a un pubblico straordinario. La stagione rossazzurra finisce qui, tra gli applausi convinti per una rimonta solo accarezzata.
tabellino
CATANIA (3-4-1-2): Dini; Ierardi, Pieraccini, Celli; Casasola, Quaini, Di Tacchio, Donnarumma; D’Ausilio; Forte, Caturano. A disposizione: Bethers, Coco, Miceli, Allegretto, Cargnelutti, Raimo, Corbari, Di Noia, Bruzzaniti, Lunetta, Rolfini. Allenatore: Domenico Toscano
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale; Alagna, Curado, Rizzo, Guiebre; Milanese (dal 64′ Corradini), Damiani; Del Sole (dal 46′ Silipo), Rizzo Pinna, D’Uffizi; Chakir (dal 64′ Gori). A disposizione: Barosi, Dente, Pagliai, Rama, Zagari, Bando, Ndoj, Galuppini, Palazzino, Corazza. Allenatore: Francesco Tomei
ARBITRO: Edoardo Manedo Mazzoni della sezione di Prato
ASSISTENTI: Matteo Lauri della sezione di Gubbio e il sig. Gianmarco Macripò della sezione di Siena
QUARTO UOMO: Stefano Striamo della sezione di Salerno
VAR: Lorenzo Maggioni della sezione di Lecco
AVAR: Maria Marotta della sezione di Sapri
RETI: 7′ Caturano (CAT), 43′ Forte (CAT)