Si è svolto ieri sera, presso la Parrocchia Spirito Santo di Paternò, l’incontro dal titolo “Serata per la Vita – Paternò riparte dai ragazzi”, un momento di confronto e intrattenimento dedicato ai giovani e al valore dell’impegno sociale. Ad accogliere i presenti e a fare gli onori di casa è stato il parroco della Chiesa dello Spirito Santo, padre Salvatore Ali, che ha rivolto un saluto alla comunità intervenuta sottolineando l’importanza di creare occasioni di dialogo e vicinanza soprattutto per le nuove generazioni. Nel corso della serata è intervenuto anche Luigi Bellissimo, presidente del Centro Promozione per la Famiglia “Don Luigi Luggisi”, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa e il significato di una comunità capace di sostenere chi vive momenti di difficoltà.
A presentare la serata e a dialogare con l’ospite d’onore è stato Salvatore Galatà, che ha guidato il confronto affrontando temi legati alla legalità, alla libertà di stampa e al ruolo dei giovani nella costruzione di una società più consapevole.
L’iniziativa, promossa dalla comunità parrocchiale insieme al Movimento per la Vita e al Centro Promozione per la Famiglia “Don Luigi Luggisi”, ha richiamato numerosi partecipanti desiderosi di condividere un’occasione di riflessione sul futuro delle nuove generazioni e sulla necessità di non cedere alla rassegnazione. Momenti di grande commozione hanno accompagnato le testimonianze di due mamme che hanno condiviso con il pubblico il proprio dolore e la propria forza. Alfina, mamma di Gabriele e Maria Chiara, ha raccontato la perdita dei suoi figli: Maria Chiara, scomparsa a causa della tetraparesi spastica, e Gabriele, vittima di un incidente stradale. Una testimonianza intensa, capace di trasformare il dolore in un messaggio di amore e speranza.
A seguire è intervenuta Letizia, mamma di Anna, una giovane che oggi vive affrontando una malattia. Le sue parole hanno rappresentato un esempio autentico di coraggio, resilienza e amore verso la vita, suscitando profonda partecipazione tra i presenti.
Ospite d’onore della serata è stato il giornalista e scrittore Paolo Borrometi, ragusano, Cavaliere della Repubblica Italiana, noto per le sue inchieste antimafia e per il costante impegno nella difesa della legalità e della libertà di stampa. Borrometi vive sotto scorta da quasi dodici anni, precisamente dal 26 agosto 2014, misura di protezione assegnata a seguito delle sue inchieste sulle infiltrazioni mafiose e sul malaffare in Sicilia. Nel corso dell’incontro sono stati ripercorsi alcuni momenti significativi della sua carriera professionale e personale, segnati dalle minacce subite a causa del suo lavoro giornalistico e dalla scelta di continuare a raccontare la verità nonostante le difficoltà.
Borrometi ha condiviso con i presenti una riflessione intensa sul valore dell’ascolto, della memoria e della resistenza civile: “Noi guardiamo troppo a noi stessi e non riusciamo a guardare al di là
del nostro naso. Ecco perché io racconto storie: perché quelle storie meritano di essere ascoltate e perché da una storia tragica possiamo prendere tanto amore e tanta voglia di resistenza. Perché l’unico modo per resistere è amare la vita e amare ciò che si fa”. Il giornalista siciliano ha poi ribadito con forza il valore della libertà di stampa e dell’indipendenza dell’informazione: “Il giornalista non deve essere un cane al guinzaglio. Non deve sottostare e deve avere il coraggio di essere libero”. Parole accolte con attenzione e partecipazione soprattutto dai tanti giovani presenti, invitati a diventare protagonisti attivi del cambiamento sociale e culturale della propria comunità.
L’evento è stato arricchito dalla partecipazione del coro polifonico “Imago Vocis”, diretto dal maestro Alfredo Marino, che ha accompagnato la serata con momenti musicali particolarmente apprezzati dal pubblico. Intensa anche la presenza degli scout, che hanno impreziosito la serata con la loro partecipazione e il loro spirito di servizio. Al termine dell’incontro hanno donato a Paolo Borrometi alcuni simboli significativi del loro cammino scout: la Carta di Clan e il fazzolettone del gruppo, gesto accolto con emozione e gratitudine. “Un momento per crescere, condividere e sognare insieme”: questo lo spirito che ha animato l’incontro, nato con l’obiettivo di offrire ai ragazzi un messaggio di speranza e fiducia nel futuro della città. La serata si è conclusa tra applausi e momenti di confronto, confermando ancora una volta il ruolo della comunità ecclesiale come punto di riferimento culturale e sociale per il territorio paternese.