L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia comunica che, intorno alle ore 11:30 è stata osservata la formazione di una nuova bocca eruttiva ubicata alla base della parete nord della Valle del Bove, a monte di Monte Simone, ad una quota di circa 2090 m. Sono in corso rilievi di personale INGV su terreno durante i quali verranno verificati lo stato di attività della bocca eruttiva di quota 2360 m e le caratteristiche dei campi lavici.
Dall’ultimo aggiornamento di ieri sera, l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta elevata, pur rimanendo nella parte inferiore della fascia. Il centroide delle sorgenti è stato localizzato nell’area dei crateri Nord-Est fino alle 07:30 circa di oggi e Voragine, successivamente, ad una quota compresa tra 2800 e 3000 m sopra il livello del mare. L’attività infrasonica è su livelli medi e alti; gli eventi sono localizzati al cratere Voragine e mostrano ampiezza variabile. I segnali delle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo mostrano trend compatibili con quanto comunicato in precedenza. Le stazioni GNSS di EPDN (Pizzi Deneri) e EINT (Intermedia) mostrano modeste variazioni in direzione W la prima e in direzione N la seconda.
Intanto sui disagi provocati dall’attività eruttiva dell’Etna sul traffico aereo di Fontanarossa il gruppo parlamentare all’ARS ControCorrente presenta una mozione al Governo regionale.

“Lo ribadisco da anni: il Governo regionale non può continuare a farsi trovare impreparato di fronte a un fenomeno ciclico e ricorrente. Le eruzioni dell’Etna e le conseguenti emissioni di cenere non sono eventi eccezionali: sappiamo che possono verificarsi e dobbiamo essere nelle condizioni di gestirle attraverso una programmazione strutturale. La Sicilia – non soltanto Catania e il comprensorio etneo – ha urgente bisogno di un vero e proprio Piano cenere. Non possiamo più permettere che a ogni nuova eruzione si ripetano gli stessi disagi per cittadini, trasporti e turismo. L’era dell’emergenza permanente deve finire”.
Ad affermarlo è Jose Marano, capogruppo di ControCorrente all’Ars e vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea regionale siciliana, annunciando la presentazione di una mozione al Governo regionale.
“Il Piano cenere – prosegue Marano – deve innanzitutto limitare l’impatto delle emissioni vulcaniche sulla salute e sulla vita quotidiana dei cittadini, prevedendo procedure precise e tempestive per la rimozione della cenere dalle strade e impedendo che gli accumuli compromettano la sicurezza e la circolazione. Allo stesso tempo è indispensabile un coordinamento immediato tra Regione, Protezione civile, gestori aeroportuali ed enti competenti per affrontare le criticità che interessano gli scali e i flussi turistici”.
“Non sono più accettabili – aggiunge – scene di passeggeri costretti ad attendere per ore senza un’adeguata assistenza o bloccati a lungo a bordo degli aerei nei parcheggi remoti. Situazioni del genere danneggiano i viaggiatori e l’immagine turistica della Sicilia, rischiando di spingere chi programma le proprie vacanze a scegliere altre destinazioni. Occorre inoltre prevenire le speculazioni che spesso accompagnano le emergenze: quando i voli vengono dirottati, ad esempio su Palermo, raggiungere Catania può comportare costi di transfer di centinaia di euro. Anche questi aspetti devono essere affrontati attraverso procedure e servizi organizzati preventivamente: un’emergenza non può trasformarsi in un costo aggiuntivo insostenibile per chi sceglie di venire in Sicilia”.
I deputati del gruppo parlamentare ControCorrente all’Ars, Ismaele La Vardera, Jose Marano, Carlo Gilistro e Alessandro De Leo, sottolineano la necessità di adottare un modello strutturale di intervento: “Così come nelle regioni del Nord esistono da anni collaudati piani neve, la Sicilia deve dotarsi di un vero Piano cenere: un modello operativo standardizzato con protocolli rapidi di intervento, fondi dedicati alla rimozione straordinaria della cenere vulcanica, mezzi adeguati e procedure di coordinamento per evitare la paralisi delle infrastrutture e dei trasporti. Le immagini e i video diffusi in queste ore, anche attraverso i social network, mostrano ancora una volta tutte le criticità dell’attuale gestione”.
“Non possiamo continuare a governare la Sicilia passando da un’emergenza all’altra. Serve programmazione. Quando si verifica un evento eruttivo deve attivarsi immediatamente una macchina organizzativa già definita, capace di garantire assistenza ai cittadini e ai viaggiatori e continuità nei servizi essenziali. Per questo abbiamo presentato una mozione al Governo regionale, chiedendo l’attivazione di un Piano cenere che coinvolga la Protezione civile e tutti i soggetti istituzionali e operativi interessati. Non possiamo prevedere quando l’Etna erutterà, ma sappiamo che tornerà a farlo: arrivare preparati significa tutelare i siciliani, sostenere il turismo e ridurre disagi e costi che oggi vengono scaricati su cittadini e viaggiatori”, concludono i deputati.