Rottura la notte scorsa della condotta idrica che si trova nella zona di via Sardegna a Paternò Una copiosa fuoriuscita di acqua potabile ha trasformato Via Sardegna in un fiume in piena che scorreva liberamente lungo la strada.

L’acqua ha invaso i garage e il piano terra di alcune abitazioni private che si trovano in via Sardegna, in via Croazia ma anche in Via Serbia; la fuoriuscita d’acqua ha provocato anche disservizi idrici con i rubinetti della zona di via Sardegna e parte alta del quartiere Scala Vecchia rimasti a secco. L’evento ha causato il trascinamento di materiale lapideo e detriti, con danni alle infrastrutture presenti, disagi alla circolazione veicolare e pedonale.

L’ AMA, azienda che gestisce il servizio idrico in città, ha specificato che l’episodio è riconducibile al cedimento di un elemento del by-pass recentemente realizzato sulla condotta che alimenta la zona Scala Vecchia dal serbatoio Palazzolo 2, precisando anche che l’intervento rientra nel progetto gestito da SO.GI.P. nell’ambito della Rete di Imprese con AMA: “E’ SO.GI.P. ad aver individuato l’impresa esecutrice e la Direzione dei Lavori, mentre AMA è coinvolta nel progetto in qualità di componente della Rete” ha detto Giovanni Parisi, amministratore unico della Società.
AMA ha evidenziato che il cedimento si è verificato proprio durante l’intervento di ripristino della condotta affidato ad un’impresa esecutrice che aveva già comunicato l’ultimazione delle opere. “Quello che è successo è che lo stesso by-pass, appena realizzato, non solo ha ceduto ma ha causato l’allagamento della strada e delle aree limitrofe determinando disagi alla circolazione e l’interruzione del servizio idrico per numerose utenze” ha sottolineato l’azienda idrica paternese.

Quest’ultima ha diffidato la direzione dei lavori che ha eseguito l’intervento a disporre e coordinare con la massima urgenza tutte le attività necessarie al completo ripristino della funzionalità della condotta e alla regolare erogazione del servizio idrico; procedere all’immediata verifica tecnica delle cause che hanno determinato il cedimento dell’opera realizzata; accertare la corretta esecuzione delle opere di ancoraggio, contenimento e contrasto delle spinte idrauliche nonché la conformità dei materiali e dei componenti utilizzati; adottare ogni misura necessaria per la definitiva messa in sicurezza dell’impianto e delle aree interessate dall’evento; trasmettere entro e non oltre cinque giorni dalla ricezione della presente una dettagliata relazione tecnica contenente l’analisi delle cause dell’evento, l’indicazione delle responsabilità eventualmente emerse e le misure correttive adottate o da adottare.
Inoltre l’amministratore unico di AMA Giovanni Parisi ha precisato che il “progetto della Rete di Impresa nel quale SOGIP ha coinvolto AMA nel 2021 aveva un orizzonte meritorio. Quello che sta emergendo, tuttavia, è che negli anni vi sia stata una conduzione gravemente inadeguata da parte della stessa SOGIP, anche attraverso il coinvolgimento inopportuno di soggetti con competenze non adeguate. L’episodio verificatosi nella notte è soltanto l’ultimo esempio della grave superficialità con cui, a nostro avviso, è stato condotto questo progetto. Nei mesi scorsi AMA aveva chiesto la rimozione di tutti i Direttori dei Lavori, proponendo di affidare la conduzione finale del progetto a figure istituzionali di alto profilo e comprovata esperienza, quale, ad esempio, il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Catania. SOGIP è rimasta, nondimeno, totalmente indifferente alle molteplici richieste avanzate da AMA, proseguendo nell’adozione di scelte che riteniamo gravi e inopportune. Preso atto di questa difficile situazione che AMA ha ereditato, la Società, insieme ai propri legali e alla Commissione Straordinaria, sta valutando ogni possibile azione di tutela”.