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Chiesa

Belpasso, città in festa per due nuovi sacerdoti, oggi donati al Ministero Presbiterale

A ricevere il dono dell’olio sacro sono stati Giandaniele Pellegrino e Luca Vitaliti, nonché Clovis Kasongo Mukenga nativo del Congo, una “terra”, quest’ultima, generosa di vocazioni

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La comunità cattolica e civile di Belpasso in festa per due nuovi sacerdoti, oggi donati al Ministero Presbiterale.
Strane coincidenze.
Nel giorno in cui la Chiesa celebra San Marco Evangelista e l’Italia ricorda la Festa della Liberazione, tre nuovi sacerdoti sono stati ordinati, segnando un momento di gioia e speranza per la diocesi.

La mattinata, accarezzata da un primo assaggio d’estate, ha visto Catania animarsi di fedeli, familiari e cittadini. Tra il raccoglimento della celebrazione e il fervore delle strade, si è intrecciato un clima di festa. A ricevere il dono dell’olio sacro sono stati Clovis Kasongo Mukenga, Giandaniele Pellegrino e Luca Vitaliti, due dei quali originari di Belpasso, mentre cresce il contributo del Congo come terra generosa di vocazioni.

La celebrazione, presieduta dall’arcivescovo Luigi Renna, ha richiamato con forza il significato profondo del sacerdozio. Nel solco dell’esperienza evangelizzatrice di San Marco e della paternità spirituale di Pietro, è stato ricordato come il ministero presbiterale non sia un percorso privo di fragilità, ma una chiamata a vivere nella fede anche attraverso i propri limiti. Un cammino che trasforma chi lo intraprende: da figli nella fede a padri capaci di generare nuove comunità.

Particolarmente intenso il momento dell’imposizione delle mani, segno del dono dello Spirito Santo, condiviso anche dall’arcivescovo emerito Salvatore Gristina e dai 143 presbiteri della diocesi. Un gesto antico e solenne che ha suscitato emozione tra i presenti, insieme all’unzione delle mani, simbolo della consacrazione totale al servizio.
Non è mancata la partecipazione delle istituzioni civili, con la presenza del sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, a testimoniare il legame profondo tra comunità religiosa e vita pubblica.

Nel suo intervento, l’arcivescovo ha esortato i nuovi sacerdoti a essere evangelizzatori coraggiosi, capaci di “uscire” verso le periferie esistenziali, in linea con il magistero di Paolo VI e Papa Francesco, che hanno ribadito la natura missionaria della Chiesa. Le periferie, anche quella di Catania offre non poche sfide. Un invito a non temere strade nuove, soprattutto in un tempo in cui la fede rischia di diventare sterile senza un accompagnamento autentico dei giovani nei loro contesti di vita.

Ad animare la solenne celebrazione liturgica il coro “Sezione Liturgica dell’Arcidiocesi di Catania” diretta da don Francesco Abate. All’organo il maestro Giovanni Pappalardo.

Controtendenza alla difficile epoca, spesso segnata da disillusione e distanza dalla dimensione spirituale, l’ordinazione di nuovi sacerdoti rappresenta, appunto un segno controcorrente: una scelta radicale, ma anche un gesto di speranza. Tra memoria storica e rinnovamento della fede, il 25 aprile di Belpasso si consegna così alla comunità come un giorno di doppia liberazione: quella della storia e quella interiore, che passa attraverso il sì generoso di chi decide di mettersi al servizio degli altri.

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