Il consiglio comunale di Belpasso ha detto no all’aumento dell’Irpef. In particolare la delibera prevedeva l’aumento dell’aliquota IRPEF dall’attuale percentuale dello 0.6 allo 0.8. La proposta portata dal Ragioniere Generale D’ Amico nasceva dall’esigenza di recuperare 400.000 euro a fronte della cifra di 1.000.000 euro che il Comune di Belpasso deve corrispondere come risarcimento alla famiglia di un ciclista deceduto a causa di una grata mal posta su Via Trieste, vicenda per la quale il Comune di Belpasso è stato condannato in due gradi di giudizio. Al momento del voto la maggioranza che fa capo al sindaco Carlo Caputo si spacca. La proposta, infatti, non viene accolta con 9 voti contrari e 5 favorevoli.
A volere l’aumento dell’IRPEF i consiglieri Motta, Cariola, Rapiarda, Vinci e Tocra, Contrari Toscano, Parasiliti, Paparo, Carciotto e Pulvirenti e il gruppo Insieme per Belpasso composto dai consiglieri comunali Pappalardo, D’Urso, Vadalà e dal Presidente dell’assise civica Andrea Magri. Unanime il coro da parte dei consiglieri contrari alla proposta:
“Non rispondiamo di responsabilità che non ci appartengono- si legge in una nota stampa-. Quest’amministrazione doveva e poteva prevedere che anche in appello il Comune poteva risultare soccombente e per tale ragione avrebbe dovuto avere la briga di mettere da parte le cifre necessarie a fronteggiare un’eventuale condanna al pagamento del risarcimento. Ciò non è avvenuto se non per una parte del debito (circa 600.00 euro) e risulta esercizio troppo scontato venire in Consiglio e addossare sui consiglieri l’amaro onere di aumentare le tasse ai lavoratori belpassesi. In questi anni si sarebbe potuto e dovuto risparmiare su quanto di superfluo e non necessario è stato portato avanti da quest’amministrazione e invece si è agito senza la diligenza del buon padre di famiglia. Noi non aumentiamo le tasse ai cittadini a causa di colpe da addebitare solo all’amministrazione procedente” si chiude la nota stampa.
Dai banchi della minoranza è partito l’invito fatto a sindaco e giunta di “t0agliarsi con effetto immediato del 70% gli importi delle indennità mensilmente percepite per dare il buon esempio. In conclusione sindaco, giunta e settore competente trovino loro le soluzioni ma non possiamo rispondere per chi “ha fatto la cicala quando avrebbe dovuto fare e ha avuto tutto il tempo di fare la formica” dicono i consiglieri che hanno votato no all’aumento.