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Cronaca

Biancavilla, il cane antidroga “King” trova marijuana nella casa del figlio del boss

I carabinieri,nel corso delle perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto un “pizzino” recante nomi e numeri, probabile resoconto dell’attività di spaccio

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A Biancavilla continua la lotta allo smercio di droga, fonte principale di approvvigionamento della criminalità organizzata. In particolare i carabinieri del comando stazione di Biancavilla con l’ausilio dei colleghi del Nucleo Cinofili, hanno effettuato un mirato servizio volto  a contrastare la compravendita di stupefacenti nel paese, ponendo sotto la lente d’ingrandimento tutti quegli obiettivi che dall’attività investigativa, potessero ritenersi potenziali “piazze di spaccio”.

Tra questi, i militari dell’Arma hanno  rivolto la loro attenzione all’abitazione di un 41enne, già con precedenti di polizia giudiziaria, figlio di uno storico esponente mafioso del paese. A seguito della perquisizione domiciliare il cane antidroga KING ha subito fiutato una pista, guidando i militari dell’Arma fino alla cucina, dove ha iniziato ad annusare insistentemente una cassettiera, come per segnalare qualcosa. Dentro i carabinieri hanno trovato una busta sottovuoto trasparente piuttosto capiente, contenente diverse decine di grammi di marijuana. Sulla parte alta della stessa cassettiera, invece, i militari hanno trovato un bicchiere di plastica, al cui interno erano presenti 135  euro in banconote di diverso taglio, oltre a diverse monete, probabile provento dell’attività illecita.

Proseguendo la perquisizione,  i militari hanno poi trovato nel comodino della camera da letto, un “pizzino” recante nomi e numeri, probabile resoconto dello spaccio, adesso al vaglio dei militari. Tale “promemoria” è stato il tassello conclusivo grazie al quale i militari hanno ricostruito l’attività illegale messa in piedi dal 41enne, che è stato arrestato, mentre tutta la marijuana sequestrata verrà sottoposta ad analisi di laboratorio, in modo da capire il tasso di tetraidrocannabinolo contenuto.

Cronaca

Paternò, incendio sterpaglie lungo Corso Marco Polo, fiamme minacciano asilo nido

Altri roghi si sono registrati lungo la statale 683 in territorio di Caltagirone e nei pressi della Tangenziale a Misterbianco

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Ancora incendi nel catanese per via del forte caldo di questi giorni che sta mettendo a dura prova i vigili del fuoco del comando provinciale. A Paternò un incendio si è sviluppato poco prima delle ore 13 in un terreno abbandonato ricco di sterpaglie e rifiuti che si trova lungo Corso Marco Polo a pochi passi dall’asilo nido ormai del tutto vandalizzato e a pochi metri dalle abitazioni. Sul posto per spegnere il rogo i pompieri del distaccamento di Paternò.

Altri incendi si sono registrati nel primo pomeriggio lungo la strada statale 683, in territorio di Caltagirone. Il fumo ha reso precaria la visibilità degli automobilisti. A spegnere l’incendio i pompieri di Caltagirone e di Vizzini. Altro incendio sulla tangenziale in territorio di Misterbianco. Ad agire per domare le fiamme i pompieri del comando provinciale.

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Cronaca

Adrano, trovato più volte alla guida senza patente, condannato a 3 mesi di domiciliari

Il Tribunale di Sorveglianza dovendo decidere in merito, a fronte di sentenza di condanna definitiva ha valutato inammissibile la richiesta di scontare la pena con affidamento ai Servizi Sociali ritenendo, invece, più idonea la detenzione domiciliare.

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Ad Adrano gli agenti del locale commissariato hanno dato corso ad un ordine di esecuzione pena nei confronti di un adranita di 54 anni per espiare in regime di detenzione domiciliare la pena di 3 mesi e un’ammenda di 3 mila euro, a seguito di sentenza divenuta definitiva, in quanto riconosciuto colpevole del reato reiterato di guida senza essere titolare di patente in quanto mai conseguita e più sorpreso a guidare senza averne titolo.

Il Tribunale di Sorveglianza presso la Corte di Appello di Catania, dovendo decidere in merito, a fronte di sentenza di condanna definitiva ha valutato inammissibile la richiesta di scontare la pena con affidamento ai Servizi Sociali ritenendo, invece, più idonea la detenzione domiciliare.  Il personale del commissariato una volta ricevuto l’ordine di esecuzione, ha proceduto agli adempimenti di rito sottoponendo l’uomo al regime restrittivo presso la propria abitazione dove dovrà scontare la pena.

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