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Cronaca

Catania, aggressione poliziotti a S. Cristoforo, la dura condanna delle istituzioni regionali e sindacati

“Questo episodio violento ci impone una riflessione sulla percezione del ruolo delle forze dell’ordine in alcuni contesti- ha detto il Presidente Schifani- Tutti insieme, istituzioni e cittadini, non dobbiamo tollerare le azioni di chi è convinto di essere al di sopra della legge”

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«Non possiamo accettare che, ancora una volta, agenti della Polizia di Stato vengano aggrediti mentre svolgono il proprio lavoro, come accaduto durante alcuni controlli antidroga a Catania. Ai tre agenti feriti va la solidarietà mia, del governo regionale e dei cittadini siciliani, e il ringraziamento per il prezioso lavoro svolto a garanzia della sicurezza e, nel caso del contrasto allo spaccio, anche a tutela dei nostri ragazzi. Questo episodio violento, che arriva a pochi giorni da un altro accaduto a Palermo, ci impone una riflessione sulla percezione del ruolo delle forze dell’ordine in alcuni contesti. Tutti insieme, istituzioni e cittadini, non dobbiamo tollerare le azioni di chi è convinto di essere al di sopra della legge». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in merito all’aggressione, durante un servizio antidroga, nei confronti di tre poliziotti della Squadra mobile della Questura etnea avvenuta nel quartiere San Cristoforo di Catania

“Non possono esistere zone franche in cui lo Stato, rappresentato dalle forze dell’ordine, cede il passo alla prepotenza di pochi che continuano a rifiutare regole e vivere civile. Nel condannare con fermezza un episodio grave e inaccettabile, desidero esprimere piena vicinanza e solidarietà ai tre agenti della Polizia aggrediti a Catania, augurando loro una pronta guarigione ed un rientro in servizio di cui tutta la comunità ha bisogno.

In questa occasione è doveroso, ancora una volta, ribadire il nostro ringraziamento alle donne e agli uomini in divisa per l’impegno quotidiano sempre a tutela della sicurezza ed il rispetto della legalità”. Lo afferma il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno.

La Cisl di Catania esprime piena solidarietà e vicinanza ai tre poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Catania aggrediti durante un servizio antidroga nel quartiere San Cristoforo. Agli agenti feriti va il ringraziamento del sindacato per il lavoro che quotidianamente svolgono, spesso mettendo a rischio la propria incolumità, per garantire sicurezza, legalità e tutela dei cittadini. A loro rivolgiamo l’augurio di una pronta e completa guarigione. Un plauso va inoltre alle pattuglie intervenute in loro soccorso, il cui tempestivo intervento ha consentito di assicurare alla giustizia i responsabili dell’aggressione.

«Quanto accaduto a San Cristoforo – afferma Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania – è un fatto di assoluta gravità. Colpire chi rappresenta lo Stato e opera quotidianamente per garantire sicurezza e legalità significa colpire l’intera comunità. E non possiamo considerarlo un episodio isolato. Le aggressioni alle forze dell’ordine, come dimostra anche il recente episodio di Palermo, sono il sintomo di una crescente insofferenza verso le regole e di un degrado sociale che non può essere né normalizzato né sottovalutato».

«La Cisl di Catania – continua Attanasio – condivide la posizione espressa dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, sull’inaccettabilità di simili episodi. Il rispetto delle istituzioni e della legalità non è una questione che riguarda soltanto le forze dell’ordine: è un principio fondamentale di convivenza civile che deve essere difeso da tutta la comunità e dalla politica. Lo Stato non può arretrare davanti a chi pensa di poter imporre la propria legge con la violenza».

«San Cristoforo, come altri quartieri della nostra città – conclude il segretario della Cisl catanese – non ha bisogno soltanto di interventi emergenziali. Servono presenza dello Stato, presidio del territorio, prevenzione, servizi, lavoro, scuola e opportunità per i giovani. La sicurezza è certamente repressione della criminalità, ma è anche costruzione di alternative alla marginalità e al disagio. Per questo chiediamo che si rafforzino concretamente i presidi di sicurezza nei quartieri più esposti e che la legalità diventi una vera politica di sviluppo e coesione sociale. Perché dove arretra lo Stato, avanzano la paura e la criminalità. E Catania non può permetterselo».

 

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