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Cronaca

Catania, la Finanza esegue misure cautelari personali nei confronti di 2 imprenditori e 2 professionisti

Sono indagati per bancarotta fraudolenta, sottrazione al pagamento delle imposte e autoriciclaggio. Sequestrati quote societarie, beni aziendali e disponibilità per 6 milioni di euro

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Bancarotta fraudolenta e documentale, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio. Sono i reati contestati a due imprenditori di nazionalità cinese e a due  professionisti di Catania.  Nei loro confronti i finanzieri hanno eseguito un’ordinanza cautelare personale.  Con lo stesso provvedimento è stato inoltre disposto il sequestro di attività commerciali e disponibilità per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro. Al centro delle indagini del Nucleo Pef, coordinate dalla Procura, un presunto sistema fraudolento perpetrato ai danni dello Stato, che, secondo l’accusa, sarebbe stato attuato da due imprenditori cinesi con l’aiuto di un commercialista catanese di 69 anni e del figlio  di 44, suo stretto collaboratore. Nei confronti di quest’ultimi due il gip ha disposto l’applicazione dell’interdizione dall’esercizio dell’attività professionale e nei confronti degli altri due indagati quella dall’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Le Fiamme gialle hanno inoltre eseguito il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e disponibilità fino ad un ammontare di 900 mila euro e quello “impeditivo”, finalizzato a impedire che le conseguenze dei reati commessi si aggravino, delle quote di 4 società e degli interi compendi aziendali di due ditte. Le sei aziende saranno affidate a un amministratore giudiziario appositamente nominato. Secondo l’accusa i quattro avrebbero attuato un piano preordinato allo svuotamento di due imprese fortemente indebitate: la Oriente world Srl e la ditta individuale Chen Chunhua, operanti a Misterbianco e Catania nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e prodotti di vario genere, entrambe poste in liquidazione giudiziale a seguito degli elevati debiti maturati nei confronti dell’Erario per complessivi 10 milioni di euro.

Lo ‘svuotamento, contesta la Procura di Catania, sarebbe avvenuto a favore di altre realtà aziendali appositamente costituite per proseguire l’attività commerciale senza dover adempiere alle obbligazioni fiscali maturate in capo alle vecchie società.

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