Sul fronte dei blocchi stradali degli autotrasportatori nel Mezzogiorno interviene il Viminale. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time alla Camera.
“Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi – ha detto Urso -. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È significativo che le stesse associazioni dei trasportatori chiedano al Ministero dell’Interno di far rimuovere i blocchi”.
Secondo il ministro, “le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni hanno richiesto ufficialmente, con comunicato congiunto, la rimozione”.Ma in Sicilia il fermo va avanti. Nonostante l’appello nazionale, a Catania la protesta prosegue. Affollatissima la riunione degli autotrasportatori aderenti all’Aias all’Interporto di Catania: all’unanimità è stato deciso di proseguire lo sciopero. Nodo nevralgico resta il presidio ai caselli di San Gregorio, attivo da quattro giorni.
“Continueremo il blocco in maniera pacifica, senza impedire a chi vuole andare a lavoro di farlo”, precisa il leader del sindacato Giuseppe Richichi.Stamattina l’altra sigla in sciopero, il Comitato trasportatori siciliano, ha denunciato “minacce e gomme tagliate” da parte dei colleghi. Accusa respinta da Richichi: “Ma quali violenze? Le uniche violenze sono quelle che subisce la povera gente che sciopera per il caro gasolio”.
Il presidio alla barriera di San Gregorio è proseguito per tutta la notte. Stamattina una piccola avanguardia è rimasta sul posto, mentre il grosso dei partecipanti si è spostato all’Interporto. Le richieste a Salvini. Non è chiaro fino a quando durerà il fermo a Catania. I colleghi di Puglia, Campania e Calabria indicano il 27 ottobre, giorno del nuovo incontro con Matteo Salvini, come termine ultimo. “Non abbiamo sentito nessuno, noi andiamo per conto nostro”, dice Richichi.
L’Aias ha consegnato a Salvini un documento con richieste specifiche per micro e piccole imprese, trazionisti e sub-vettori:estensione del credito d’imposta per il caro gasolio anche ai mezzi Euro IV o inferiori sospensione temporanea dei versamenti contributivi corsia prioritaria nel fondo da 590 milioni per il rinnovo mezzi per chi ha veicoli da Euro 0 a Euro IV, linea straordinaria di liquidità per le PMI dell’autotrasporto più tutela per trazionisti e sub-vettori. Non chiediamo una politica di assistenza permanente, ma un ponte tra l’emergenza di oggi e la sostenibilità economica di domani”, concludono.
“Le notizie sulla spaccatura del fronte degli autotrasportatori non devono indurre il governo regionale e nazionale a derubricare il disagio del comparto ad una questione risolta. Evidentemente la risposta del ministro Salvini non basta a coprire lo spropositato aumento del costo dei carburanti che ha colpito sia le imprese che le famiglie. La questione è tutt’altro che risolta, lo sarà solo quando calerà la speculazione delle compagnie petrolifere e del Governo con le sue accise.
Solidarietà ai camionisti accampati presso i caselli di San Gregorio sull’autostrada A18 anche se condanniamo fermamente le notizie che ci giungono rispetto agli atti di sabotaggio”. Lo dichiara la deputata regionale del Movimento 5 Stelle all’Ars, Lidia Adorno.