Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri all’interno del carcere di Piazza Lanza a Catania, dove un detenuto ha aggradito agenti della penitenziaria. Poco dopo le 15 nel reparto “Nicito” un siciliano sottoposto a regime di isolamento è uscito nel corridoio perché autorizzato a telefonare e si è improvvisamente scagliato contro gli agenti, ferendo più gravemente un assistente della penitenziaria. Il detenuto ha pure impugnato una padella che aveva in cella, lanciandola contro un ispettore capo e colpendolo allo zigomo sinistro. Per sei poliziotti è stato necessario il trasporto al pronto soccorso, le prognosi variano dai trenta ai tre giorni.
“Si ripetono gli atti di violenza – dice Armando Algozzino, presidente nazionale della Uil Fp PolPen e responsabile del Dipartimento polizia penitenziaria della Uil Catania -, ma dallo Stato non arrivano soluzioni ai problemi che abbiamo più volte segnalato, né vengono prese in considerazione le nostre concrete proposte di intervento a tutela degli agenti in servizio negli Istituti di pena”.
Per il sindacalista il carcere di Piazza Lanza è “un luogo-simbolo dell’emergenza carceraria perché al sovraffollamento della struttura con quasi 500 reclusi corrispondono carenze evidenti e gravissime di organico perché sono poco più di 200 gli agenti in servizio”. Algozzino conclude sottolineando anche “le ripetute e inascoltate richieste di adeguato trattamento per i detenuti affetti da patologie psichiatriche, che avrebbero necessità di trasferimento e cure in strutture apposite mentre adesso sono confusi con gli altri detenuti e spesso risultano protagonisti di gesti estremi a danno della sicurezza e della vivibilità nelle carceri”.