Catania continua il suo cammino e conquista un posto tra le dieci città finaliste in corsa per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Un risultato che premia una candidatura costruita nel tempo e fondata su una visione condivisa, capace di trasformare l’identità profonda della città in un progetto di sviluppo culturale e sociale.
Il prossimo passaggio chiave è fissato per il 26 e 27 febbraio 2026, quando Catania presenterà il proprio dossier durante le audizioni pubbliche del Ministero della Cultura, nella Sala Spadolini di Roma. Ogni città avrà sessanta minuti per illustrare il progetto e confrontarsi con la Giuria nazionale. Le audizioni saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del MiC, garantendo ampia partecipazione e trasparenza.
Il valore della candidatura catanese risiede soprattutto nella capacità di fare rete. Oltre il 75% delle proposte inserite nel dossier nasce dalla “città diffusa”, grazie al coinvolgimento di associazioni, università, imprese e operatori culturali. Un lavoro collettivo che ha portato alla costruzione di un Piano partecipato della cultura con orizzonte 2038, pensato per rafforzare in modo strutturale il rapporto tra istituzioni e comunità. In questa direzione si inserisce anche la lettura del sindaco Enrico Trantino, che ha sottolineato come il traguardo raggiunto sia il risultato di un impegno corale e di una visione che sceglie la cultura come leva di crescita e coesione.
La proclamazione della Capitale italiana della Cultura 2028 è attesa entro il 27 marzo 2026. Da qui a quella data, Catania sarà chiamata a dimostrare la solidità del proprio progetto e la capacità di tradurre idee, energie e partecipazione in una prospettiva concreta di futuro.
Le città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028
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Anagni
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Ancona
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Catania
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Colle di Val d’Elsa
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Forlì
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Gravina in Puglia
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Massa
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Mirabella Eclano
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Sarzana
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Tarquinia