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Etna, ancora attivo campo lavico nella Valle del Bove

Intanto mano dura della Prefettura contro coloro che non rispettino le ordinanze che disciplinano l’accesso alle strade e ai sentieri che conducono alla Valle del Bove

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Attività eruttiva dell’Etna tenuta costantemente sotto osservazione dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i cui esperti, attraverso l’osservazione delle telecamere di sorveglianza e dai rilievi effettuati in loco, hanno accertato che il campo lavico nella Valle del Bove è ancora attivo con il fronte più avanzato che permane a quota di circa 1360 metri. Più a monte, tra 1600 e 1400 metri, si osservano ulteriori flussi in sovrapposizione. A causa dell’intensa copertura nuvolosa, non è stato possibile osservare la zona sommitale del vulcano.

Dal punto di vista sismico l’ampiezza del tremore vulcanico, attualmente nella fascia dei valori medi, continua la fase di lento incremento già descritta nel comunicato precedente a cui si sovrappongono ampie oscillazioni della durata di circa dieci ore.

La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico risulta ubicata est del cratere voragine ad una quota di circa 2900 metri. Riguardo i segnali infrasonici non è stato possibile effettuare una valutazione attendibile, sia per quanto riguarda il tasso di occorrenza che l’ubicazione delle sorgenti, a causa dell’elevato rumore dovuto alle avverse condizioni meteo.

Intanto si potenziano i controlli nella zona dell’attività eruttiva per meglio gestire l’afflusso di turisti ed escursionisti. Ieri si è tenuta al riguardo una riunione in prefettura a Catania, nel corso della quale sono stati segnalati episodi di avvicinamento al fronte lavico nella zona interessata dalle attività effusive da parte di persone non autorizzate e, in ogni caso, a distanze troppo prossime al fronte lavico.

A riguardo, si rammenta che sono state adottate dai Comuni di Milo, Sant’Alfio e Zafferana Etnea delle ordinanze che prevedono il divieto di accesso alle strade e ai sentieri che conducono alla Valle del Bove; sono consentite, solo fino all’imbrunire, escursioni di gruppi di massimo 10 persone accompagnate da guide autorizzate; in ogni caso, è vietato, anche a tali gruppi, di avvicinarsi a una distanza inferiore a 200 metri dal fronte lavico.

Poiché il mancato rispetto delle ordinanze comporta gravissimo rischio per l’incolumità delle persone, il Prefetto ha deciso di intensificare ulteriormente le attività di controllo e presidio delle vie di accesso già disposte a seguito dell’insorgenza della colata, cui provvedono le Forze di Polizia statali e il Corpo Forestale Regionale.

La protezione Civile Regionale assicurerà ulteriore azione di supporto. Il Prefetto Pietro Signoriello ha sottolineato che eventuali violazioni delle prescrizioni imposte dalle ordinanze sindacali saranno soggette a denuncia ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi per inosservanza di un provvedimento emanato per ragioni di sicurezza pubblica.

Per l’accertamento di tali fattispecie sarà fatto ricorso anche all’impiego di droni in modo da individuare eventuali contravventori che mettono in pericolo la propria incolumità e quella degli eventuali soccorritori.

AGGIORNAMENTO ORE 14.20

“L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che il tremore vulcanico ha raggiunto i valori alti, mentre la localizzazione ancora ad est del cratere Voragine.  A causa dell’intensa copertura nuvolosa, non è possibile osservare la zona sommitale del vulcano attraverso le telecamere di sorveglianza, tuttavia personale INGV in campo ha udito boati riconducibili ad attività esplosiva sommitale”.

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