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Associazionismo

Nicolosi, Comitato Misericordie parla di beni confiscati all’Istituto “Rocco Chinnici”

L’intervento del Presidente del Comitato delle Misericordie Alfredo Distefano all’interno della “Giornata del Chinnici” per ricordare il giudice ucciso dalla mafia

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Importante evento, quello di ieri, all’interno dell’Istituto Alberghiero Rocco Chinnici di Nicolosi. Un momento non solo per ricordare e commemorare la figura del magistrato ideatore del “pool antimafia”, ucciso con un’autobomba piazzata davanti la sua abitazione, ma anche per sensibilizzare i giovani sulla difficile tematica della lotta contro la criminalità organizzata. Ad arricchire il già importante parterre di ospiti, per parlare di beni confiscati alla criminalità organizzata, anche la presenza del Comitato delle Misericordie di Catania, partner dell’iniziativa. Il Comitato Provinciale, rappresentato dal suo presidente Alfredo Distefano, proprio negli scorsi mesi, grazie ad un progetto di rete con l’associazione capofila Ultreya Pedara e l’APS Oratorio Salesiano, è risultato assegnatario di un immobile confiscato alla criminalità e che nei prossimi mesi diventerà una “casa” del volontariato e punto di riferimento per il territorio con attività rivolte ai giovani ed ai volontari.
Tra i vari interventi, oltre a quello del dirigente scolastico Salvatore Distefano, anche quelli del Sottosegretario del Ministero degli Interni Onorevole Wanda Ferro e del Prefetto Bruno Corda – Direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – coinvolti nell’iniziativa dall’associazione Ultreya Pedara, del Sindaco di Pedara Alfio Cristaudo, del Dirigente scolastico dell’ICS Casella di Pedara Fabio Fidotta e dell’Avvocato Giovanni Chinnici coadiutore dell’ANBSC e figlio magistrato Rocco Chinnici.

Durante l’incontro, si è voluto sottolineare e ricordare l’importanza della figura del magistrato Rocco Chinnici come esempio di coraggio e dedizione nella lotta contro la criminalità. «Il recupero dei beni confiscati alla criminalità» ha sottolineato il presidente del Comitato delle Misericordie di Catania, «rappresenta una vittoria significativa nella battaglia contro le organizzazioni criminali. La loro assegnazione al volontariato locale, diventa poi un valore aggiunto trasformando quel bene in un presidio di legalità per tutto il territorio, dove valori quali la cittadinanza attiva, la solidarietà e la condivisione si sposano tra loro per diventare testimonianza di un futuro migliore».

Particolarmente toccante è stato l’intervento dell’Avvocato Giovanni Chinnici. Ha condiviso riflessioni personali sulla figura di suo padre, sottolineando l’importanza di continuare la sua opera e di impegnarsi attivamente nella difesa della giustizia e della legalità. A margine dell’incontro, alla presenza di autorità civili e militari, è stato presentato un protocollo d’intesa per la promozione della legalità e la valorizzazione dei beni confiscati nel territorio di Pedara che sarà siglato tra l’istituto Rocco Chinnici, l’ICS Casella e l’ATS assegnataria dei beni il cui capofila Ultreya Pedara e che vede anche il Comitato Provinciale delle Misericordie catanesi promotore di numerose attività.

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S. M. di Licodia, violenza sugli uomini, se ne parlerà domani pomeriggio in biblioteca

Una conferenza che prende il nome di “Quando l’abuso si tinge di azzurro”, un evento organizzato e voluto dalla presidente dell’associazione “Pianeta D”, Maria Carmela Nicolosi

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E’ in programma domani pomeriggio alle 17.30 a Santa Maria di Licodia una iniziativa di forte impatto sociale ed emotivo; una  conferenza sulla violenza sugli uomini che prende il nome di “Quando l’abuso si tinge di azzurro”.  L’evento, organizzato e voluto dalla presidente dell’associazione “Pianeta D”, Maria Carmela Nicolosi, si terrà nei locali della sala lettura della biblioteca civica “Luigi Sturzo – Giacomo Maggiore” ubicata all’interno di Palazzo Ardizzone in via Vittorio Emanuele. Dai dati Istat risulta che in Italia oltre 3 milioni e mezzo gli uomini subiscono violenza.

“Si tratta quelle di domani sera  un primo momento di una campagna di sensibilizzazione che, l’associazione, intende portare avanti: attorno al fenomeno della violenza sugli uomini, ancora oggi scarsamente conosciuto ruota ancora una forte indifferenza, che ci si auspica di interrompere- si legge in una nota stampa dell’associazione – L’obiettivo è quello di scardinare gli stereotipi e i pregiudizi che ruotano intorno a questo argomento creando, in primo luogo dei momenti di riflessione e, successivamente organizzando tavoli tecnici che possano concretamente fornire degli strumenti operativi efficienti ed efficaci”.

L’associazione “Pianeta D” punta ad esaminare il fenomeno sia in termini di implicazioni sociali, sia delle conseguenze che ha sulla salute fisica e non degli uomini vittime di violenza. Una particolare attenzione è stata prestata dall’associazione al ruolo del personale medico ed infermieristico, spesso i primi soggetti a raccogliere le richieste d’aiuto, con la consapevolezza che la responsabilità del personale sanitario si estende dalla prevenzione all’assistenza e li coinvolge attivamente nella identificazione dei bisogni di salute dei singoli e della collettività. “L’obiettivo è aumentare la coscienza e promuovere un cambiamento sociale, nei confronti delle vittime di sesso maschile: far emergere il problema della violenza sugli uomini, e aumentare la sensibilizzazione al tema, di modo da fornire strumenti per individuare e riconoscere anche le vittime di sesso maschile, auspicando un cambiamento dell’imprinting sociale” si legge ancora nella nota.

Prevista per domani la presenza di relatori il cui intervento spazia dal mondo istituzionale a quello accademico, dal mondo sociale e sanitario a quello del volontariato, professionisti che a vario titolo si trovano spesso impegnati in prima linea nel rispondere alle richieste di aiuto delle vittime. Prevista anche la testimonianza diretta di uomini finiti in una spirale di violenza e di criticità nell’affrontare il problema, nonche un confronto tra relatori e pubblico presente che, potrà liberamente porre domande e manifestare il proprio pensiero.

 

 

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Catania, firmato protocollo d’intesa tra Misericordie e Tribunale, per i lavori di pubblica utilità

Alfredo Distefano: «La nostra lunga esperienza nel settore del volontariato e dell’assistenza sociale ci rende partner ideali per questo tipo di iniziative»

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È stato firmato oggi presso il Tribunale di Catania, un importante protocollo d’intesa tra Comitato delle Misericordie della Provincia di Catania e Ministero della Giustizia – UDEPE Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna. L’accordo, sottoscritto dal presidente del Comitato Provinciale Alfredo Distefano, e dal giudice delegato dal Presidente del Tribunale Grazia Anna Caserta alla presenza dall’assistente sociale Raffaella Giordani, mira a disciplinare lo svolgimento di lavori di pubblica utilità da parte di soggetti condannati, consentendo loro di scontare la propria pena attraverso attività non retribuite a beneficio della collettività.  Il lavoro di pubblica utilità, prevede attività non retribuite a favore della collettività, da svolgersi presso enti pubblici o organizzazioni di volontariato. Questo tipo di attività può essere intrapreso sia da soggetti liberi imputati che da detenuti o internati, rappresentando un’alternativa alla detenzione tradizionale.

«Attraverso questa convenzione» ha spiegato il Presidente Alfredo Distefano, «permetteremo alle persone condannate a pene sostituite con lavori di pubblica utilità, di poter svolgere attività socialmente utili all’interno di tutte le Misericordie catanesi. Le Misericordie della Provincia di Catania giocheranno un ruolo chiave nella gestione di queste attività, offrendo un contesto strutturato e di supporto per i soggetti coinvolti. La nostra lunga esperienza nel settore del volontariato e dell’assistenza sociale ci rende partner ideali per questo tipo di iniziative. Le attività di pubblica utilità non solo aiuteranno i richiedenti a reintegrarsi nella società, ma forniranno anche un contributo tangibile alla comunità locale». Questo protocollo segna un nuovo passo importante nel percorso di Giustizia di comunità, promuovendo la collaborazione tra istituzioni e organizzazioni del terzo settore per offrire seconde possibilità ai condannati e contribuire al benessere collettivo.

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