L’allerta sanitaria scattata in un istituto scolastico di Paternò ha messo a dura prova il presidio vaccinale locale dell’ASP di Catania. A seguito dell’accertamento di alcuni casi di varicella tra i banchi di scuola, l’Azienda Sanitaria Provinciale si è attivata tempestivamente contattando direttamente le famiglie degli alunni venuti a contatto con i soggetti contagiati, affiancata dalle raccomandazioni dei pediatri di libera scelta.
L’indicazione per i genitori è stata chiara: sottoporre i bambini alla somministrazione anticipata del richiamo del vaccino (spesso somministrato nella formulazione tetravalente MPRV insieme a morbillo, parotite e rosolia). Sebbene il calendario pediatrico nazionale preveda di norma la prima dose tra i 12 e i 15 mesi e la seconda intorno ai 5-6 anni, in condizioni epidemiologiche di potenziale focolaio o contatto stretto si raccomanda l’anticipo della seconda dose anche prima dei 5 anni. L’obiettivo prioritario è potenziare la copertura immunitaria degli alunni già vaccinati ed azzerare il rischio di complicanze gravi come l’encefalite.
La risposta in massa delle famiglie ha tuttavia provocato malumorinella mattinata di oggi presso l’ambulatorio vaccinale dell’ASP di via Massa Carrara 2. L’afflusso straordinario di genitori e bambini, determinatosi in pochissimo tempo per la gestione dell’emergenza, ha generato lunghi tempi di attesa, forte affollamento e accesi malumori tra gli utenti in coda.
L’episodio evidenzia da un lato la fondamentale prontezza dell’ASP e dei medici pediatri nel tracciare i contatti e promuovere la profilassi vaccinale tempestiva, e dall’altro la necessità di potenziare i flussi di accoglienza nei presidi territoriali di fronte a improvvisi picchi di affluenza causati da emergenze scolastiche.