Due città, un nome, una stessa ferita e una stessa riconoscenza. La XVIII edizione del Premio Idria 2026 si prepara a unire simbolicamente Paternò e Niscemi, due comunità legate dal nome Idria, in una celebrazione che vuole trasformare la riconoscenza in memoria.
L’appuntamento è per oggi sabato 7 novembre, nella chiesa Madre «Santa Maria d’Itria», dove si terrà la solenne cerimonia organizzata dalla Pro Loco di Paternò, con la collaborazione del Comune di Niscemi e della locale Pro Loco. A presiedere la celebrazione sarà il parroco don Massimo Ingegnoso.
Non sarà un’edizione come le altre. Il Premio Idria, da sempre dedicato agli eroi silenziosi della nazione – donne e uomini che, lontano dai riflettori, si distinguono per coraggio, altruismo, solidarietà e dedizione al prossimo, incarnando i più alti valori umani e civili – quest’anno sarà interamente dedicato alla straordinaria mobilitazione di solidarietà scattata dopo la frana del 25 gennaio scorso.
Quella notte Niscemi si è svegliata con la paura, con intere famiglie costrette a lasciare le proprie case, con strade interrotte e un territorio ferito.
E in quelle ore, mentre l’emergenza si faceva sempre più grave, è scattata una macchina di solidarietà che ha coinvolto associazioni di volontariato, Istituzioni, Forze dell’Ordine e semplici cittadini. È a loro che il Premio Idria 2026 vuole dire grazie. A chi ha scavato, soccorso, assistito, accolto. A chi ha portato un pasto caldo, una coperta, una parola di conforto. A chi ha lavorato senza sosta per garantire assistenza e sostegno alla popolazione.
Alla cerimonia parteciperanno rappresentanti del Dipartimento della Protezione civile regionale e nazionale, autorità nazionali e regionali, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle realtà associative. Una presenza corale, a testimonianza del lavoro svolto e del profondo spirito di servizio dimostrato in quei giorni. Ma c’è un secondo omaggio, altrettanto importante, che questa edizione vuole rendere. Un riconoscimento speciale sarà riservato al mondo dell’informazione: giornalisti, fotoreporter, emittenti televisive e testate giornalistiche che hanno documentato l’emergenza con professionalità, coraggio e senso di responsabilità. Perché se la solidarietà ha salvato vite, l’informazione ha salvato la memoria. Chi ha raccontato la frana ha dato voce a una comunità ferita, ha mantenuto alta l’attenzione pubblica e istituzionale, ha impedito che il dramma di Niscemi finisse nel dimenticatoio dopo i primi titoli. E in questo senso il Premio Idria riafferma il valore del giornalismo come presidio di verità, democrazia e servizio civile.
Sarà, insomma, una serata di memoria e di gratitudine. Un momento per ricordare cosa è successo il 25 gennaio, ma soprattutto per ricordare chi c’era, chi non si è tirato indietro, chi ha scelto di esserci. Paternò e Niscemi, unite dal nome di Maria d’Itria, si ritroveranno insieme per dire che la solidarietà non è stata un’eccezione, ma un’identità.