Pagare di meno le bollette e abbattere le emissioni, è questo l’obiettivo delle Comunità Energetiche, presenti in numero di oltre 70 nella valle del Simeto. E la città di Paternò partecipa al progetto ecologico dalle vedute lungimiranti, promosso dalle Comunità Energetiche.
Nella valle del Simeto le famiglie pagano circa 20 milioni di euro all’anno in bollette, l’obiettivo delle CER è abbassare questa cifra e avviare percorsi di solidarietà, sensibilizzazione e coesione sociale, nella consapevolezza che oggi la povertà energetica si traduce, alla fine, in povertà sociale poichè gli alti costi che investono tutte le fasi della produzione di ogni filiera finiscono per gravare nelle tasche di tutti i singoli, nessuno escluso e nessun prodotto escluso.
Marginalizzare gli effetti di questi processi viziosi e promuoverne invece di virtuosi è lo scopo delle Comunità Energetiche nel tentativo, perseguito, di rendere autosufficiente sul piano energetico un territorio.
Ci sono soci che producono energia, quelli che la consumano e quelli che fanno entrambe le cose, si va dai semplici cittadini alle associazioni, agli enti, ai Comuni: il Presidio Partecipativo del Simeto funge da elemento propulsore perchè sempre più attori entrino a far parte della realtà virtuosa della CER Etna che conta in totale già 160 soci. –L’energia prodotta viene consumata dai soci e quella in eccesso viene immessa nella rete elettrica, lo Stato eroga alle Comunità energetiche incentivi per l’energia condivisa- afferma l’ing. Carmelo Caruso, membro del Presidio Partecipativo Simeto.
A Paternò già dallo scorso marzo 2025, sono entrate a far parte del CER Etna due realtà affidate alla cura dei sacerdoti della Congregazione di Don Orione: il santuario di Maria SS. della Consolazione e la scuola professionale annessa, l’Endo-Fap Don Orione, due realtà che, sotto la guida dell’attuale rettore Don Miguel Sanchez, rappresentano un punto di riferimento spirituale e umano per i tanti che vivono il territorio circostante. “Abbiamo acquisito e fatto nostro -afferma Don Miguel- il mandato spirituale di un mondo più ecologico che possa tradursi in condizioni migliori per tutti, nello spirito della condivisione e della messa in comune delle risorse. Abbiamo voluto cogliere e promuovere una “opportunità” che ci è stata proposta dal Presidio Partecipativo del Simeto per creare un futuro possibile, ecco: passare dalla -opportunità alla possibilità- e di questo noi vogliamo essere anticipatori.”
Sensibile alle tematiche di un futuro Green per il territorio anche la direttrice didattica della scuola Endo-Fap, prof.ssa Maria Gabriella Cirino: “Far parte di una CER ci rende credibili nei confronti dei nostri ragazzi quando avviamo percorsi didattici fondati sulla ecosostenibilità, sulla transizione ecologica o quando approfondiamo gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030, in particolare l’11esimo che promuove la creazione di insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.”
Grandi le attese dell’ing. Francesco Muzzicato che crede nel progetto della CER Etna di cui è presidente: “Già la nostra comunità energetica ha ripartito ai soci i primi introiti che il GSE ci ha riconosciuto, la nostra particolarità è quella di avere un modello di ripartizione che guarda maggiormente alle persone fragili.”