Ci sono giornate in cui il cielo sembra scendere un po’ più vicino alla terra, guidato dal battito ostinato e potente dell’amore materno. Lo scorso 26 settembre piazza Lucia Mangano a San Giovanni La Punta si è trasformata nel teatro di una lezione di vita indimenticabile. Lì, dove il ricordo potrebbe essere un macigno d’ombra, mamma Giovanna Zizzo — donna dal coraggio infinito e incrollabile — ha scelto ancora una volta di accendere la luce.
Insieme alla sua famiglia e all’associazione “Laura vive in me”, Giovanna ha dato il via alla grande festa per il ventiquattresimo compleanno di sua figlia Laura, strappata alla vita da una violenza inaccettabile. Laura, 12 anni, fu uccisa dal padre nell’agosto del 2014. La risposta a quella tragedia non è stata la resa, bensì una festa vera, autentica, traboccante di gioia e amore.
La piazza si è popolata del sorriso dei bambini sui gonfiabili, del ritmo liberatorio dei balli, della delicatezza delle poesie recitate, delle note dei canti e dell’intensità delle scene teatrali. Un mosaico di arte e vitalità pensato per celebrare Laura esattamente come merita: con un abbraccio di felicità collettiva. Presente anche il Sindaco Mario Luciano Brancato, che ha voluto esprimere la profonda vicinanza di tutta la comunità a mamma Giovanna, alla sua famiglia e all’associazione, ribadendo una ferma e incondizionata condanna verso ogni forma di violenza.
Come in ogni compleanno che si rispetti, il momento clou è arrivato con il taglio della torta e il soffio sulle candeline, dove la famiglia di Giovanna si è legata in un abbraccio d’amore, accompagnato dal canto di Davide Arezzi “Girotondo con gli angeli”, capace di sciogliere anche i cuori più forti in una commozione pura. Poi, gli sguardi si sono alzati tutti insieme verso l’alto per seguire il volo dei palloncini, leggeri come i pensieri dedicati a quella bambina che amava immensamente gli animali, nota a tutti per la sua generosità e la sua dolcezza.
Le parole di ringraziamento di mamma Giovanna hanno chiuso la giornata lasciando un segno profondo nei presenti: un richiamo alla forza della memoria che non si piega al buio, ma si fa speranza, festa e vita che continua.