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Cronaca

S.M. di Licodia, Consiglio Comunale aperto su SCU al centro di un dibattito fiume

Oltre due ore di seduta, tra confronto dialettico, momenti di tensione e l’uscita anticipata del sindaco e del vicesindaco dall’aula

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Dopo due rinvii della seduta inizialmente convocata per lunedì scorso, motivati dal fatto che in orario mattutino non tutti gli “attori” della vicenda avrebbero potuto partecipare al consiglio aperto, si è tenuto nella serata di ieri a Santa Maria di Licodia il civico consesso convocato dal presidente Maria Russo su richiesta dell’opposizione e che ha visto la partecipazione in aula – oltre che dalla parte politica licodiese – anche di una nutrita rappresentanza di cittadini, associazioni e degli ex volontari dei progetti di Servizio Civile Universale revocati nello scorso mese di marzo. Al centro del dibattito, la chiusura anticipata dei progetti SCU che il Comune licodiese aveva avviato nel mese di giugno 2025 in qualità di ente di accoglienza accreditato al Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale per il tramite dell’ente titolare Ultreya Pedara ODV. Alla base della chiusura dei progetti – così come riportato nel decreto – la mancata erogazione della formazione specifica che si sarebbe dovuta concludere entro 90 giorni dall’avvio ma che è invece stata avviata solo successivamente. Una seduta fiume durata oltre due ore, in un clima di confronto serrato tra opposizione e maggioranza, non privo di momenti di tensione. Gli interventi a più voci hanno animato l’aula con posizioni alcune volte discordanti e visioni distanti che hanno reso la discussione vivace e in alcuni frangenti accesa.

Oltre ai consiglieri di opposizione che avevano promosso l’iniziativa, hanno preso parte alla seduta il sindaco Giovanni Buttò, il vicesindaco Mirella Rizzo, Annalisa Schillaci presidente dell’ente titolare Ultreya Pedara, i giovani coinvolti nei progetti ormai chiusi e il dirigente del settore comunale competente in materia di servizio civile. Ampio spazio è stato riservato all’intervento dell’associazione Ultreya Pedara che, invitata a partecipare a seguito delle domande poste principalmente dall’opposizione, ha ripercorso dettagliatamente le circostanze che hanno portato alla chiusura dei progetti. Sul piano amministrativo, un contributo chiarificatore è arrivato dalla dirigente del Settore Affari Generali Valentina Conti Bellocchi, responsabile dell’area competente in materia di Servizio Civile.

All’interno del confronto non è mancata nemmeno la voce degli ex volontari che hanno espresso in aula la propria amarezza e le proprie perplessità sulla vicenda. Giovani che si sono ritrovati dall’oggi al domani con un percorso formativo interrotto, un’esperienza di cittadinanza attiva bruscamente spezzata, senza che le ragioni – a loro dire – fossero state chiarite in modo tempestivo e trasparente. A fare discutere, sul finire del consiglio di ieri, è stata la scelta del sindaco Buttò, del vicesindaco Rizzo e di altri rappresentanti dell’amministrazione comunale di abbandonare l’aula prima della conclusione dei lavori. Una mossa che ha lasciato l’amaro in bocca a molti dei presenti, questa, che potrebbe pesare sul già fragile dialogo tra amministrazione e cittadinanza che ha suscitato la stizza di chi ancora attendeva in aula di intervenire o di chi sperava di ottenere ulteriori risposte.

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