Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’opposizione di Santa Maria di Licodia relativa al contrasto avvenuto oggi in aula avvenuto con in fedelissimi del Sindaco Buttò, in merito al consiglio comunale aperto che si sarebbe dovuto tenere questa mattina sulla tematica della revoca all’ente licodiese del Servizio Civile Universale e la successiva chiusura dei progetti avvenuta nelle scorse settimane.
LA NOTA
Quella che doveva essere una giornata di apertura e confronto tra l’amministrazione comunale e i cittadini si è trasformata in uno strappo istituzionale. Il gruppo di opposizione annuncia di aver abbandonato l’aula durante il Consiglio Comunale odierno, denunciando l’impossibilità materiale di partecipare a un’adunanza “aperta” solo sulla carta. Il motivo della protesta risiede nelle tempistiche della convocazione là dove l’invito ufficiale alle associazioni è stato infatti inviato soltanto venerdì scorso, giorno 17 aprile, alle ore 13:30. Un preavviso di poche ore lavorative che ha reso impossibile per i membri di Ultreya Pedara, e per molte altre realtà del territorio, organizzare una presenza dignitosa e preparare interventi tecnici adeguati alla seduta di oggi.
Nel tentativo di salvare il dialogo, il gruppo di opposizione ha proposto soluzioni di buonsenso. In prima istanza, è stato richiesto lo spostamento del Consiglio a mercoledì 22 aprile alle ore 18:30. A fronte delle resistenze della maggioranza, è stata accettata la controproposta degli stessi consiglieri vicini al Sindaco Buttò di spostare la seduta a venerdì giorno 24 aprile alle ore 18:30. Tuttavia, con un atto giudicato incomprensibile, il gruppo di maggioranza ha infine votato contro la sua stessa indicazione temporale, blindando la seduta odierna e di fatto escludendo chi non ha avuto il tempo materiale di organizzarsi.
Partecipare è un diritto, ma per esercitarlo servono tempi rispettosi del lavoro e della vita dei cittadini. Invitare ad un’adunanza aperta il venerdì ora di pranzo per il lunedì successivo è una mancanza di rispetto verso i cittadini e le associazioni. Il voto contrario della maggioranza alla proposta di rinvio a venerdì — proposta che loro stessi avevano inizialmente suggerito — dimostra che non c’era alcuna reale volontà di ascoltare i cittadini e le associazioni. L’abbandono dell’aula è un segnale forte volto a sottolineare che la democrazia partecipativa non possa ridursi a un mero adempimento burocratico, ma deve garantire a tutti i soggetti coinvolti la possibilità reale di portare il proprio contributo.