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Associazionismo

S.M.Licodia, al comprensivo “Don Bosco” un confronto sulla violenza di genere e cyberbullismo

L’incontro, che ha visto una platea attenta e visibilmente commossa, ha trasformato l’aula magna in un laboratorio di civiltà, dove le testimonianze dirette e l’analisi degli esperti hanno tracciato un percorso di speranza e prevenzione

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Un confronto caratterizzato da un costruttivo dialogo per dire no al silenzio. Con questo obiettivo si è tenuto nell’aula magna dell’istituto comprensivo “Don Bosco” di Santa Maria di Licodia un incontro per riflettere su Violenze di genere Cyberbullismo.

Le classi di terza media si sono “riunite” per affrontare due delle piaghe più urgenti della nostra società contemporanea. L’incontro, che ha visto una platea attenta e visibilmente commossa, ha trasformato l’aula magna della scuola in un laboratorio di civiltà, dove le testimonianze dirette e l’analisi degli esperti hanno tracciato un percorso di speranza e prevenzione. L’evento, fortemente voluto dal gruppo “No Violenza” e dalla Comunità Scolastica della “Don Bosco”, è stato aperto dai saluti della Dirigente Scolastica, Agata Caudullo, che ha ribadito il ruolo cruciale della scuola come primo presidio di legalità e rispetto. I

l momento di maggiore impatto emotivo è stato l’intervento di Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano, vittima di femminicidio. Con una forza composta, la signora Squatrito ha trasformato il proprio dolore in un messaggio di monito per i giovani, esortandoli a riconoscere i segnali del possesso scambiato per amore.

A dare un taglio tecnico e operativo sono stati il dirigente della Polizia Postale Letterio Freni che ha illustrato i pericoli della rete e gli strumenti legali per difendersi dal cyberbullismo, sottolineando come la responsabilità digitale sia ormai parte integrante della cittadinanza. L’insegnante Letizia Asero ha guidato il dialogo educativo, evidenziando il lavoro quotidiano svolto tra i banchi per coltivare la sensibilità di un cuore nuovo, capace di aprirsi all’altro con amore, libertà e rispetto per la vita.

Hanno presenziato all’evento il sindaco Giovanni Buttò, l’assessore comunale Grazia Ranno e la presidente del consiglio comunale Maria Russo: tutti concordi nell’ affermare che c’è il pieno sostegno delle istituzioni locali a iniziative che mettono al centro la tutela dei minori e la lotta alla discriminazione.

“L’evento non si è configurato come una semplice lezione frontale, ma come un vero e proprio successo di partecipazione- dicono gli organizzatori-  I ragazzi di terza media hanno interagito con domande, dimostrando che il tema della non-violenza non è per loro un concetto astratto, ma una necessità quotidiana”.

I buoni propositi emersi dall’incontro sono chiari: rompere l’isolamento chiedendo aiuto alle autorità e agli adulti di riferimento. Ciò non è un segno di debolezza, ma di coraggio. Educazione all’empatia: sviluppare una sensibilità che permetta di riconoscere la sofferenza altrui, sia nel mondo fisico che in quello virtuale. Continuità: l’impegno dell’Istituto Don Bosco non si ferma a questa giornata, ma proseguirà con percorsi didattici dedicati alla cultura del rispetto. “La prevenzione nasce dalla conoscenza. “Abbiamo gettato un seme importante nella coscienza di questi ragazzi,” è stato il commento comune a margine dell’incontro.

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