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In Primo Piano

San Pietro Clarenza, controlli alle attività commerciali: chiusa una gastropescheria abusiva

Il proprietario non aveva mai ottenuto la prevista registrazione sanitaria indispensabile per chi opera in un’attività commerciale con sostanze alimentari

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Controlli congiunti dei Carabinieri della stazione di Camporotondo Etneo e del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Catania agli esercizi commerciali del comune di San Pietro Clarenza, a tutela della salute dei consumatori. Al riguardo, l’attività ispettiva, mirata a verificare il rispetto della normativa vigente in ambito sanitario-alimentare, ha riguardato una pescheria che produceva anche “preparati” da asporto e che è stata sanzionata e chiusa.

In particolare i Carabinieri, dopo aver effettuato l’ispezione igienico sanitaria presso i locali, hanno rilevato che il titolare, un pescivendolo 57 enne di Acireale, non aveva mai ottenuto la prevista registrazione sanitaria, indispensabile per chiunque operi in una attività commerciale con sostanze alimentari, sia che le prepari, semplicemente manipolandole, sia che le confezioni, sia che si limiti a consegnare prodotti preconfezionati.  L’esercizio commerciale era, perciò, abusivo e a fronte di tale violazione l’uomo è stato sanzionato amministrativamente per un importo complessivo di 3.000 euro, con richiesta, inoltre, all’ASP di Catania, del provvedimento di chiusura del locale e diffida a non proseguire l’attività.

Cronaca

Catania, arrestato dalla polizia 41enne “manesco” avrebbe aggredito madre e figlio

Agli agenti la donna, che sarebbe stata presa a pugni e fatta cadere per terra, ha raccontato che da circa sei mesi il figlio era diventato aggressivo nei suoi confronti e del fratello della donna

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A Catania una donna di 76 anni residente nella zona di Viale Mario Rapisardi, dopo essere stata aggredita insieme con il fratello per futili motivi per l’ennesima volta dal figlio 41enne originario di Palermo ma residente a Catania , ha chiesto aiuto al numero unico di emergenza, facendo arrivare la Polizia, che ha arrestato l’uomo per maltrattamenti in famiglia e lesioni.

Agli agenti la donna, che sarebbe stata presa a pugni e fatta cadere per terra, ha raccontato che da circa sei mesi il figlio era diventato aggressivo nei suoi confronti, dapprima solo verbalmente mentre nell’ultimo periodo anche con aggressioni fisiche e particolarmente violente anche nei confronti del fratello della donna che abita con loro. Quella sera la lite sarebbe nata in quanto l’uomo aveva lasciato aperta la porta d’ingresso dell’abitazione probabilmente per consentire l’ingresso in casa di un amico. Non appena la madre però aveva chiuso la porta, l’uomo è andato su tutte le furie. L’escalation degli atteggiamenti violenti del figlio nei confronti della madre avevano richiesto negli ultimi giorni diversi interventi delle forze dell’ordine.

In uno di questi casi il 41enne aveva aggredito madre e zio dopo che nel pomeriggio con la carta bancomat della madre aveva prelevato un’ingente somma di denaro. Alla richiesta della donna su cosa dovesse fare con quei soldi e sulla restituzione almeno di una parte del denaro, il figlio era andato in escandescenze ed aveva malmenato madre e zio. La madre aveva comunque rifiutato le cure dei sanitari; il fratello aveva fatto ricorso alle cure mediche. Dell’arresto è stato informato il Pm di turno, che ha disposto che il 41enne fosse rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza in attesa del giudizio di convalida innanzi al Gip, al termine della quale, convalidato l’arresto, è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

 

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Cultura

Paternò, l’addio alla littorina della FCE, una riflessione sul suo ruolo nel territorio etneo

Per oltre cento anni, intere generazioni di affezionati pendolari hanno utilizzato questo mezzo pubblico per recarsi al lavoro o a scuola, nel capoluogo etneo e viceversa. Ora il locomotore viene mandato in pensione.

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foto dal Web "Liveunisersity"

L’addio alla littorina  per dare spazio alla nuova metropolitana da spazio a delle riflessioni sul ruolo che il trenino della FCE ha avuto per il territorio etneo. Sabato scorso abbiamo registrato l’ultimo fischio della littorina che ha segnato cosi il termine del suo ultimo viaggio, dalla stazione Borgo di Catania a Paternò. Per oltre cento anni, intere generazioni di affezionati pendolari hanno utilizzato questo mezzo pubblico per recarsi al lavoro o a scuola, nel capoluogo etneo e viceversa. Ora il locomotore viene mandato in pensione; per anni ha attraversato la terra nera dell’Etna, spinto da un motore diesel in tutte le stagioni dell’anno, su quelle strette rotaie.

L’arrivo della metropolitana renderà quella vecchia tratta solo un ricordo, o forse un giorno diventerà la preferita dai turisti. Quanti ricordi su quei angusti sedili, freddi in inverno e roventi in estate! Suggestiva la visione dell’Etna, visibile da qualsiasi posizione.

Il territorio di Paternò è attraversato da due linee ferroviarie: la vecchia ferrovia dello Stato a sistema ordinario e la Circumetnea. Entrambe sono il frutto di conquiste nei tempi andati. La ferrovia dello Stato che da Motta Sant’Anastasia arrivava a Paternò per proseguire a Schettino, stazione intermedia per Mandarano, Regalbuto e Nicosia. Ferrovia progettata nell’immediata Unità d’Italia. Era “L’idea di saldare la Valle del Simeto e la Valle del Salso con una linea ferroviaria secondaria nata nel 1879, quando l’Ufficio tecnico provinciale di Catania aveva presentato il progetto al Ministero dei lavori pubblici. Il progetto venne approvato nel 1885 con un decreto del 21 marzo. Le risorse furono trovate nel 1908, quando il Consiglio Superiore dei LLPP ne modifico il progetto; che a sua volta fu ancora una volta modificato. Il progetto modificato aveva eliminato la diramazione da Paternò sulla Circumetnea e definitivamente approvato nel 1921”. Lavori iniziati nella primavera del 1925. La ferrovia statale dunque sarebbe servita per il trasporto merci, mentre la Circumetnea serviva per il movimento passeggeri e il collegamento con il capoluogo. Il ritorno della storia. Come ad inizio del secolo breve, le infrastrutture ferrovia, ponti sui fiumi e ecc.. servirono per alleviare la fame. Anche in questo nuovo millennio Metropolitana, raddoppio della ferrovia sembrano essere la panacea per il lavoro che al sud non c’è.

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