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L'Intervento

Santa Maria di Licodia, “Raccolta differenziata media al 59% non è debacle”

A voler intervenire sull’argomento è l’assessore comunale con delega all’Ambiente, Gabriele Gurgone

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Riceviamo dall’assessore Gabriele Gurgone e pubblichiamo integralmente.

Con riferimento all’articolo sulla raccolta differenziata pubblicato ieri, come assessore all’ambiente di Santa Maria di Licodia mi preme sottolineare come sia assolutamente sbagliato accostare l’espressione debacle al nostro comune che nel 2018 ha raggiunto la percentuale media annua del 55% e del 64% nel 2019 ( con un parziale del mese di dicembre del 87%!!!Numeri di tutto rispetto che non ci hanno consentito di raggiungere l’obiettivo del 65% per l’ottenimento del bonus esclusivamente per le inefficienze di un sistema che prevede il conferimento della frazione organica presso piattaforme private che durante l’anno restano ciclicamente chiuse costringendoci a portare in discarica l’umido con aumento dei costi da un lato e l’abbassamento della percentuale per l’appunto dall’altro. Pertanto invito a rivedere il vostro giudizio su Santa Maria di Licodia che ad oggi dati alla mano dev’essere considerato a tutti gli effetti un comune virtuoso nell’ambito della raccolta differenziata.

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amministrazione

Paternò, Virgolini: “Promesse tradite e imposte al massimo, si riducano IMU, TARI e IRPEF”

“Le scelte fiscali adottate risultano particolarmente gravi nel contesto di una crisi economica e occupazionale che colpisce ampi settori della città” dice il capogruppo di Fratelli d’Italia

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Il consigliere comunale Alfio Virgolini, attraverso un’interpellanza indirizzata al primo cittadino paternese, Nino Naso, esprime una critica articolata e puntuale nei confronti dell’attuale amministrazione comunale, accusandola di aver adottato politiche fiscali particolarmente gravose per i cittadini, senza un adeguato confronto democratico né coinvolgimento delle forze politiche e sociali della città. A suo giudizio, le scelte fiscali adottate risultano particolarmente gravi nel contesto di una crisi economica e occupazionale che colpisce ampi settori della città.

Virgolini denuncia aspramente l’aumento, al massimo consentito, delle aliquote di TARI, IMU e Addizionale IRPEF. In particolare, evidenzia un aumento della TARI di oltre 2,5 milioni di euro negli ultimi tre anni, un’IMU sugli immobili al 10.6 per mille(massimo consentito) e un’Addizionale IRPEF portata dallo 0,2 allo 0,8%, nonostante, nel 2017, fu il Sindaco stesso a promettere di azzerarla, raccogliendo, a tal fine, circa 5000 firme.

Alla luce di queste considerazioni, e constatato che non esistono situazioni di dissesto economico-finanziario per il Comune, il consigliere chiede all’Amministrazione di incaricare, con urgenza, il Settore Economico-Finanziario per la predisposizione di una proposta di delibera volta a ridurre le aliquote di IMU e Addizionale IRPEF e di adottare misure concrete per la diminuzione della TARI, tra cui: controlli più rigorosi sull’attuazione del capitolato di appalto relativo ai servizi di raccolta rifiuti, spazzamento, lavaggio strade e consegna materiali per la differenziata oltre che attività di sensibilizzazione nelle scuole sul tema della raccolta differenziata e del riciclo.

Virgolini conclude sollecitando che questi interventi siano messi in atto prima dell’approvazione del bilancio di previsione 2025-2027, anche alla luce delle indicazioni ricevute dall’Assessorato Regionale alle Autonomie Locali. L’obiettivo è alleggerire il carico fiscale su cittadini e imprese, favorendo una gestione più equa e responsabile delle risorse comunali.

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In Primo Piano

Catania, più sicurezza nei luoghi lavoro

Aumentano controlli, sanzioni e formazione

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La sicurezza nei luoghi di lavoro resta una priorità per l’ASP di Catania, che nel 2024 ha intensificato le attività di controllo e prevenzione per garantire ambienti lavorativi più sicuri. Con 859 sopralluoghi ispettivi e 4.590 verifiche di sicurezza su macchinari, impianti e attrezzature, l’Azienda Sanitaria Provinciale ha confermato il proprio impegno nella tutela della salute dei lavoratori. L’azione di monitoraggio ha portato all’individuazione di 811 violazioni, con sanzioni per un totale di 900.000 euro e la sospensione di nove attività imprenditoriali per gravi inadempienze.

«La sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo normativo, ma una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori», sottolinea il direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio. «L’obiettivo è realizzare un cambiamento concreto, mettendo la sicurezza al centro delle attività produttive».

A guidare questa missione è il Dipartimento di Prevenzione, diretto da Antonio Leonardi, che coordina le due Unità Operative principali:

SPreSAL (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), guidato da Santo De Luca.

SIA (Servizio di Impiantistica e Antinfortunistica), che si occupa della sicurezza di macchinari e impianti in più province siciliane.

«L’attività di controllo è fondamentale», spiega il direttore sanitario Giuseppe Angelo Reina, «ma altrettanto cruciale è diffondere una vera cultura della sicurezza, investendo in formazione sia nelle scuole che nelle aziende».

Le inchieste dell’Autorità Giudiziaria in merito a incidenti sul lavoro hanno rilevato i settori più colpiti:

Costruzioni (23% degli incidenti)

Terziario (66%)

Agricoltura (11%)

Le principali cause di infortunio rilevate sono cadute dall’alto, schiacciamenti da attrezzature di lavoro, ribaltamenti di mezzi agricoli e folgorazioni.

L’ASP di Catania ha rafforzato l’attuazione dei Piani Mirati di Prevenzione (PMP), strumenti di prevenzione integrata previsti dal Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025. Tra i programmi attivati nel 2024:

PP7 (sicurezza in edilizia e agricoltura)

PP8 (prevenzione dei rischi cancerogeni, muscolo-scheletrici e dello stress lavoro-correlato)

PP6 con tre focus specifici:

Formazione in materia di sicurezza

Uso sicuro di attrezzature a pressione nelle strutture sanitarie

Prevenzione dei rischi legati ai carrelli elevatori nel settore logistico e commerciale

«L’obiettivo è ridurre infortuni e malattie professionali attraverso un’azione sinergica con enti e parti sociali», spiega Leonardi. «Nel 2025 saranno potenziate le risorse umane per vigilanza e prevenzione, con nuove assunzioni di tecnici della prevenzione».

Oltre ai controlli, l’ASP di Catania ha puntato sulla formazione. Nel 2024 sono state effettuate 2.193 verifiche sui corsi di sicurezza aziendali e 40 verifiche in itinere, mentre 16 istituti scolastici sono stati coinvolti in seminari informativi, raggiungendo circa 400 studenti e 30 docenti.

Per incentivare la partecipazione, sono stati lanciati due concorsi:

1. Migliori elaborati sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, destinato agli studenti delle scuole superiori della provincia.

2. Premio per le migliori tesi di laurea e specializzazione sulla sicurezza sul lavoro, per gli studenti dell’Università di Catania.

L’ASP di Catania proseguirà nel 2025 con il rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo, investendo nelle competenze e nelle risorse per garantire un ambiente di lavoro sempre più sicuro. Un impegno che non si esaurisce con le ispezioni, ma che punta a una trasformazione culturale, capace di rendere la sicurezza sul lavoro un valore condiviso.

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