Per protestare contro il caro carburante è scatto alla mezzanotte di oggi lo sciopero degli autotrasportatori in tutta la Sicilia. La protesta, indetta dal Comitato Trasportatori Siciliani, durerà fino al 18 aprile e interesserà l’intero sistema logistico dell’isola, in particolare le attività nei porti commerciali. Lo sciopero provocherà disagi a seguito del blocco delle operazioni di carico e scarico dei semirimorchi dalle navi, con un impatto diretto sul trasporto intermodale. Secondo gli organizzatori, ha aderito circa il 90% delle imprese del settore. Non sono previsti blocchi stradali né presidi, ma l’iniziativa punta a interrompere i rifornimenti verso la grande distribuzione organizzata fino a quando non arriveranno impegni formali da parte del Governo nazionale. Secondo il Comitato
alla base della mobilitazione c’è il forte aumento dei costi legati al carburante e alla gestione delle attività di trasporto, aggravati da dinamiche internazionali e da una struttura dei costi sempre più insostenibile per le aziende del settore. Tra le principali criticità segnalate figurano i meccanismi del programma di sostegno Sea Modal Shift, per i quali si chiedono maggiore chiarezza sui criteri di calcolo e sui tempi di erogazione dei fondi. I trasportatori sollevano inoltre dubbi sulla gestione delle risorse legate alla tassa europea ETS, versata agli armatori e poi allo Stato, chiedendo che tali fondi vengano destinati al Ministero delle Infrastrutture per rafforzare gli incentivi al trasporto via mare.
Inoltre secondo il Comitato Trasportatori Sicilia a pesare ci sarebbe anche l’aumento dei costi dei traghettamenti nello Stretto e delle tratte marittime in generale, che secondo gli operatori non sarebbe stato adeguatamente compensato dagli interventi finora adottati. E nelle scorse ore si è tenuto a Palazzo d’Orléans una riunione sul caro carburanti e sulle conseguenze che ricadono sui trasporti marittimi commerciali fra il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, con l’assessore delle Infrastrutture Alessandro Aricò, il presidente Irfis Giulio Guagliano, il capo di gabinetto Salvatore Sammartano e Simona Vicari, in qualità di esperta nel settore trasporti.
Sul tavolo la questione del caro carburanti, dovuto alle conseguenze della guerra in Medio Oriente, per definire soluzioni immediate da mettere in atto per sostenere l’aumento dei costi del trasporto merci a carico delle imprese e dei trasportatori per il traghettamento, in particolare lungo lo Stretto di Messina nella tratta Messina – Villa San Giovanni e viceversa. I rincari sul costo dei trasporti incidono inevitabilmente, fra l’altro, anche sui prezzi al consumo dei prodotti.