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Cronaca

Gravina di Catania, scoperti da Acoset 30 allacci abusivi alla rete idrica

Il personale dell’azienda ha verificato la posizione dei singoli soggetti; interrompendo temporaneamente il collegamento irregolare e invitando gli interessati a regolarizzare la propria situazione contrattuale

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Trenta allacci abusivi alla rete idrica sono stati scoperti da Acoset a Gravina di Catania.  Gli allacci abusivi sono stati individuati nell’ambito dell’attività di controllo, mirata al contrasto dell’uso improprio della risorsa idrica. Nel corso delle attività, svolte in collaborazione con i carabinieri di Gravina di Catania, sono stati riscontrati diversi accessi e allacci, la maggior parte dei quali sono risultati irregolari.

Il personale dell’azienda ha verificato la posizione dei singoli soggetti; interrompendo temporaneamente il collegamento irregolare e invitando gli interessati a regolarizzare la propria situazione contrattuale.

“I controlli eseguiti segnano la volontà, da parte dell’azienda, di porre un freno effettivo all’utilizzo abusivo e indiscriminato di una risorsa preziosa sul territorio, evitando gli sprechi e consentendone una gestione maggiormente consapevole e razionale per tutti- dicono i vertici Acoset- Spesso l’abusivismo di pochi comporta un grave disservizio per molti altri regolari. La nostra azione, però, non è volta a punire i pochi irregolari, piuttosto a tutelare i molti regolari. C’è da parte nostra la volontà di garantire il servizio per tutti, anche per coloro i quali hanno di fatto – per molti anni – utilizzato indebitamente la risorsa idrica. Ringraziamo il comando provinciale dei carabinieri di Catania .L’attività di controllo continuerà anche nei prossimi mesi e sarà estesa a tutto il territorio gestito da Acoset” dicono dall’azienda.

Cronaca

Belpasso: Rapina a gioielleria, colpo andato a segno e malviventi in fuga

Nel mirino dei malviventi una gioielleria presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

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Nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle ore 18:00, si è consumata, a Belpasso, una rapina a mano armata, in via Vittorio Emanuele III. Nel mirino dei malviventi una gioielleria, presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

Secondo le prime ricostruzioni, i tre uomini hanno fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale, armati, seminando il panico. Durante l’azione si sarebbe verificata una colluttazione tra i rapinatori e il gioielliere, che avrebbe tentato di opporsi alle mire dei balordi. Nonostante la resistenza del commerciante, i malviventi sono riusciti a portare a termine la rapina, dileguandosi rapidamente. Ancora da quantificare l’ammontare del bottino.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Paternò  e i militari del locale comando stazione , che hanno immediatamente avviato le indagini. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno e nei pressi della gioielleria, che potrebbero fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

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Cronaca

Adrano, due uomini in manette, trovate marijuana e tartarughe di specie protetta

Ad agire i poliziotti del locale commissariato

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Si aggirava in modo sospetto tra le vie del centro storico di Adrano. Il suo atteggiamento non è passato inosservato agli agenti della Polizia di Stato impegnati nel controllo del territorio. L’uomo, un adranita di 33 anni è stato raggiunto, identificato e sottoposto a perquisizione che ha consentito di trovare, negli slip, una bustina in plastica con 1,3 grammi di marijuana.

Intuendo che l’uomo potesse avere altra sostanza stupefacente, i poliziotti del commissariato di pubblica sicurezza di Adrano hanno ritenuto opportuno estendere gli accertamenti all’abitazione in uso al 33enne.

In casa è stata trovata una busta con all’interno 23 grammi di marijuana ripartiti in 21 dosi già confezionate e pronte per essere spacciate. In un’ulteriore busta sono state rinvenute infiorescenze non ancora suddivise in dosi, per un peso complessivo di 180 grammi.

La droga trovata è stata posta sotto sequestro, insieme al materiale utile per il confezionamento, a bilancini di precisione e denaro contante in banconote di diverso taglio.

Dalle verifiche eseguite sul posto, i poliziotti del locale commissariato hanno intuito che l’abitazione fosse in uso anche ad un giovane adranita di 22 anni al momento non presente sul posto.

Invitato a presentarsi, il 22enne si è assunto ogni responsabilità sulla presenza della marijuana nell’abitazione, ammettendo che la droga trovata gli apparteneva. I due adraniti sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Dopo la convalida del fermo il GIP ha disposto per il 22enne la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Adrano, con obbligo di presentazione tre volte a settimana presso un ufficio di polizia, mentre il 33enne è stato rimesso in libertà.

Durante la perquisizione nella casa, oltre alla droga, i poliziotti si sono imbattuti in due tartarughe rientranti tra le specie protette, le quali sono state sequestrate in quanto non regolarmente denunciate dal 22enne e successivamente sono state affidate al Corpo Forestale Regionale per il collocamento in un centro di recupero faunistico di Messina. Il giovane, quindi, è stato denunciato, in stato di libertà, per detenzione di esemplari animali appartenenti a specie protetta.

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