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Cronaca

S.M. di Licodia, rubato defibrillatore pubblico di Piazza Umberto I

Giovanni Buttò: «Non ho parole per definire chi ha compiuto un gesto del genere»

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Neanche due anni sono trascorsi. Il defibrillatore pubblico installato sotto i portici di Piazza Umberto I, a Santa Maria di Licodia, è scomparso, rubato con ogni probabilità. Un gesto vile che priva la comunità di un presidio salvavita acquistato con fondi pubblici del bilancio partecipativo e donato alla cittadinanza dalla locale Misericordia con grande entusiasmo nell’aprile del 2024. Il dispositivo era stato collocato in quel punto preciso per una ragione ben specifica, legata alla sua posizione strategica e centrale, facilmente raggiungibile da chiunque si trovasse in difficoltà. Eppure qualcuno ha pensato bene di sottrarlo, con una sfrontatezza che lascia senza parole. Perché quel defibrillatore non era nascosto in un vicolo buio, non era in periferia, non era in un posto isolato. Era installato nei pressi del Comando della Polizia Municipale. Un affronto alla legalità consumato davanti ad un presidio delle forze dell’ordine locali compiuto con accuratezza e dovizia. I ladri, infatti, prima di portare a segno il colpo, hanno disattivato la corrente elettrica che alimenta la teca, così da impedire all’allarme di suonare.

Va detto, per onestà, che esiste una remota possibilità che qualcuno possa averlo prelevato per un’emergenza reale, dimenticando poi di restituirlo. Se così fosse, e se quel gesto avesse salvato una vita, sarebbe comprensibile, anche se lo strumento salvavita andava riposizionato nel più breve tempo possibile. Ma al netto di questa ipotesi, ciò di cui si tratta, con ogni probabilità, è semplicemente un furto. Un furto ignobile, compiuto ai danni di tutti.

Ad esprimere condanna per il gesto, il sindaco di Santa Maria di Licodia, Giovanni Buttò. «Sono amareggiato, profondamente amareggiato. Quel defibrillatore lo abbiamo inaugurato con gioia, convinti di fare qualcosa di bello per il nostro paese, per la nostra comunità. Qualcuno lo ha strappato via, senza pensare che potrebbe costare la vita a un nostro concittadino. È difficile trovare le parole giuste di fronte a tanta meschinità. È stato rubato un dispositivo che apparteneva a tutti i cittadini di Santa Maria di Licodia, acquistato con fondi pubblici e donato alla collettività per salvare vite umane. Non ho parole per definire chi ha compiuto un gesto del genere. Presenteremo formale denuncia alle autorità competenti e faremo di tutto per identificare i responsabili» ha concluso il primo cittadino.

Quel defibrillatore era certamente il simbolo tangibile di una comunità che si prende cura di sé stessa, che investe nella vita dei propri cittadini, che crede nella solidarietà. Rubarlo significa non soltanto sottrarre uno strumento medico, ma calpestare tutto questo. È uno sfregio alla memoria di quanti si sono battuti per ottenerlo, alla Misericordia che lo ha proposto e realizzato, all’amministrazione che lo ha sostenuto, e soprattutto ai cittadini di Santa Maria di Licodia che ora si trovano più vulnerabili di prima.

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