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Chiesa

Catania, all’Help Center della Caritas 8 interventi su 10 rivolti a chi si è fermato alla licenza media

Nel 2025 la Caritas diocesana ha erogato 15.113 interventi a favore di 4.484 beneficiari: il 78% riguarda persone con un titolo di studio pari o inferiore alla licenza media

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Educare è carità: con questa convinzione la Caritas diocesana di Catania ha attivato una serie di azioni sul territorio per contrastare la povertà educativa, prevedendo presidi educativi, laboratori, iniziative nelle scuole e percorsi formativi negli istituti penitenziari. Una risposta ai numeri del centro di ascolto dell’Help center resi noti alla presentazione dell’ottavo rapporto Povertà e risorse, su “A scuola di speranza: una città che cambia”, che mostrano come il basso livello di scolarizzazione sia un indicatore strutturale di vulnerabilità.

Nel 2025, considerando esclusivamente l’azione dell’équipe di professionisti del centro di ascolto – indumenti, titoli di viaggio, prodotti per neonati, farmaci, orientamento al lavoro, accoglienza – sono stati erogati 15.113 interventi a favore di 4.484 beneficiari: il 78% riguarda persone con un titolo di studio pari o inferiore alla licenza media. “Il tasso elevato di dispersione scolastica – spiega l’arcivescovo Luigi Renna – evidenzia che a Catania c’è una forte vulnerabilità educativa e occupazionale. Ciò che preoccupa maggiormente è che questa povertà viene ‘ereditata’ dai figli e dai nipoti come un capitale in perdita, con il ‘blasone’ di una famiglia che fa difficoltà a trasmettere il valore dell’istruzione e del lavoro”.

Per monsignor Renna “il futuro è in un ‘patto educativo’ in cui la famiglia non rimane ai margini, ma diventa la prima ‘alleata’ delle istituzioni educative”. Gli utenti registrati all’Help center nel 2025 – pari a 4.484 – hanno in larga prevalenza un titolo di studio basso: il 55,8% possiede solo la licenza media inferiore, il 12,2% la licenza elementare. Analfabeti e persone prive di qualsiasi titolo rappresentano il 5,9%. Complessivamente, il 74% dei beneficiari ha un titolo pari o inferiore alla licenza media. Il dato più rilevante è lo scarto tra quota di persone e quota di interventi: chi ha la sola licenza elementare è il 12,2% degli utenti ma assorbe il 17,7% degli interventi. Chi ha meno anni di scuola torna più spesso, con bisogni più complessi, con meno strumenti per gestirli in autonomia.

“Dietro le analisi e i dati – spiega don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas diocesana – si vuole raccontare una storia più profonda: quella di una Chiesa che sceglie di abitare le fragilità del proprio tempo. E tra queste, una delle più urgenti è certamente la dispersione scolastica, che non è solo abbandono degli studi, ma spesso anticamera di esclusione sociale, povertà educativa, marginalità. È qui che si inserisce già da alcuni anni l’impegno della Caritas diocesana di Catania”.

 

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