Non è stato un giorno come gli altri ad Adrano. Un silenzio insolito, pesante, ha attraversato le strade mentre la comunità si raccoglieva per dare l’ultimo saluto a Gerlando Falzone.
Alle ore 15, nella Chiesa Madre, volti segnati dal dolore, lacrime trattenute e sguardi smarriti hanno accompagnato il giovane nel suo ultimo viaggio. Un abbraccio collettivo, composto ma profondamente lacerato.
A guidare la celebrazione monsignor Giuseppe Schillaci, vescovo di Nicosia e figlio della stessa terra, che ha dato voce a un dolore difficile anche solo da nominare.

Gerlando aveva 17 anni. Era uno studente dell’istituto “Branchina”, un ragazzo conosciuto, parte viva di una comunità che oggi fatica a riconoscersi senza di lui. Nelle scuole resta un vuoto che pesa più delle parole, compagni e insegnanti, ancora increduli, cercano un senso a una tragedia arrivata all’improvviso, lontano da casa, durante una gita scolastica a Firenze.
E mentre Adrano si stringe nel suo dolore, da tutta la Sicilia continuano ad arrivare messaggi, pensieri, preghiere. Segni di una ferita che supera i confini della città e tocca chiunque abbia incrociato, anche solo per un attimo, questa storia.