I Carabinieri della stazione di Gravina di Catania e quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro NIL di Catania hanno effettuato un accesso ispettivo presso un cantiere edile di Gravina per verificare il rispetto delle norme in materia di legislazione sociale e degli adempimenti connessi alla sicurezza sui luoghi di lavoro, a tutela dei dipendenti e, più in generale, dell’economia legale.
Al riguardo, presso un cantiere, i Carabinieri hanno ispezionato e poi denunciato il titolare di un’impresa individuale, un 64enne residente a Mascalucia, e il legale rappresentante di una società, un 30enne residente a Palagonia entrambi ritenuti responsabili di violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il 64enne non ha sottoposto alla prevista sorveglianza sanitaria – visita di idoneità alla mansione i lavoratori. Tale incombenza prevede la sottoposizione a visite mediche preventive, periodiche (solitamente annuali), al cambio mansione o alla ripresa del lavoro con giudizio di idoneità rilasciato dal medico competente.
Il 64enne, inoltre, non ha sottoposto i lavoratori ai previsti corsi di formazione ed ha omesso la redazione del POS cantiere e per la viabilità nei cantieri.
Il 30enne, nell’area del cantiere, ha omesso la protezione delle rampe e i pianerottoli delle scale fisse in costruzione con parapetti normali completi di tavole fermapiede e per al viabilità nei cantieri.
I militari dell’Arma hanno trovato, al momento del controllo, 5 lavoratori presenti, 3 dei quali, riconducibili all’impresa del 64enne, sono risultati essere impiegati in nero. Gli altri due lavoratori sono comunque risultati impiegati in maniera irregolare.
E’ scattata quindi la relativa maxi sanzione per lavoro in nero pari a 5.850 euro, oltre al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi motivi di sicurezza sui luoghi di lavoro e contestuale sanzione per 2.500 euro e la comminazione di 6 ammende per un importo totale di 10.678 euro.
Sono stati recuperati contributi previdenziale e premi assistenziali per 1.800 euro. I due imprenditori sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.