A Catania la Polizia di Stato ha tratto in arresto in flagranza differita due giovani ultras di 21 a 24 anni, responsabili di aver lanciato dagli spalti della tribuna B due pericolosi ordigni che hanno raggiunto il campo di gioco mettendo in pericolo diverse persone. Ad operare i poliziotti della Digos della Questura di Catania a seguito di una attività di indagine, avviata nelle ore immediatamente successive all’incontro di calcio Catania – Ascoli, disputato presso lo stadio Massimo il 27 maggio scorso, che si è concluso con una violenta contestazione.
Nel medesimo contesto due tifosi, rispettivamente di 35 anni in curva Sud e di 25 anni in curva Nord, sono stati denunciati dalla Digos, poiché, nel corso delle perquisizioni effettuate ai prefiltraggi dai poliziotti del Reparto Mobile, sono stati trovati in possesso di due fumogeni, celati sotto i vestiti.
In particolare, nel corso degli ultimi minuti di gioco, durante un’aspra contestazione nei confronti dei giocatori del Catania e dei vertici societari, dalle curve e dal settore della tribuna B è iniziato un fitto lancio di fumogeni e grossi petardi all’interno del terreno di gioco, che ha reso necessario l’intervento del personale dei Vigili del Fuoco in servizio a bordo campo.
Tenuto conto del rischio per l’incolumità fisica del personale in servizio a bordo campo, il direttore di gara ha deciso di sospendere la partita per alcuni minuti, in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie per la ripresa dell’incontro di calcio.
Ripristinate tutte le condizioni di sicurezza, anche per gli altri sostenitori del Catania presenti sugli spalti, estranei ai fatti e turbati per quanto accaduto, la Polizia di Stato ha avviato immediatamente un’attività di indagine finalizzata alla compiuta identificazione dei soggetti resisi responsabili delle azioni di intemperanza. Pertanto, dopo la fine della partita, si è proceduto a visionare le immagini del sistema di video sorveglianza dello stadio fornite dal locale Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica.
La successiva visione dei filmati da parte degli agenti della Digos ha consentito di individuare due ultras i quali, come testimoniano le immagini, hanno agito con determinazione e irruenza nel rendersi responsabili dell’accensione e del lancio di diversi pericolosi ordigni esplosivi. La pericolosità degli ordigni utilizzati è stata confermata dal personale del Nucleo Artificieri dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catania, che ha rinvenuto al termine dell’incontro di calcio, a ridosso della Tribuna B, due ordigni inesplosi del tipo bomba carta, definiti dagli stessi operatori come “a rischio potenziale elevato con micidiale portata offensiva, poiché capaci di esplodere in massa”. Dopo essere stati identificati grazie alla approfondita conoscenza del settore da parte degli agenti della Digos, questi ultimi si sono recati presso le abitazioni dei due per effettuare una perquisizione. Nell’abitazione del ventunenne è stato rinvenuto un ulteriore ordigno del medesimo tipo di quello che è stato utilizzato durante l’incontro di calcio e che è stato sottoposto a sequestro.
Per tale ragione i due sono stati tratti in arresto differito dalla Digos. L’Autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari per uno dei due e le camere di sicurezza per l’altro, disponendo il giudizio per direttissima.
Le indagini della Digos continuano per individuare ulteriori responsabili.