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Cronaca

Adrano, sala giochi chiusa per 7 giorni, considerata ritrovo abituale dei pregiudicati

Nel corso di diversi accertamenti gli agenti del locale commissariato hanno verificato come l’esercizio pubblico, fosse divenuto luogo di incontro abituale di soggetti ritenuti responsabili di reati in grado di costituire un rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica

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L’attività di una sala giochi del centro di Adrano è stata sospesa, temporaneamente, dalla Polizia di Stato in quanto ritenuta ritrovo abituale di soggetti con precedenti di particolare allarme sociale. Il provvedimento di sospensione è stato emesso dal Questore di Catania. La chiusura avrà una durata di 7 giorni e l’atto è già stato notificato al gestore dai poliziotti del Commissariato di Adrano.

Nel corso di diversi accertamenti, eseguiti dallo scorso aprile a qualche giorno fa, gli agenti del locale commissariato hanno verificato come l’esercizio pubblico, in pieno centro storico, fosse divenuto luogo di incontro abituale di pregiudicati, ritenuti responsabili di reati in grado di costituire un concreto rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica, quali associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, furto, ricettazione, rapina, porto di armi o oggetti atti ad offendere, resistenza a Pubblico Ufficiale.

Inoltre, durante alcuni accertamenti è stata rilevata la presenza di soggetti già segnalati quali assuntori di sostanze stupefacenti e, in altri casi, di persone sottoposte all’obbligo di presentazione alla P.G. e alla misura della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno per reati di mafia. Pertanto è stata disposta la sospensione delle autorizzazioni e la chiusura della sala giochi di Adrano per 7 giorni, secondo quanto previsto dall’art.100 del TULPS.

“La disposizione normativa costituisce una garanzia per tutte quelle attività economiche che rispettano le regole- dicono dalla Questura- ed esercita anche una funzione con effetti dissuasivi nei confronti di quei soggetti ritenuti pericolosi che, privati di un luogo di aggregazione abituale, vengono avvertiti che la loro presenza in questi luoghi è oggetto di attenzione da parte delle autorità. Nello stesso tempo, punta ad assicurare le legittime aspirazioni a vivere in una comunità sicura”.

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