A Catania la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP nei confronti di due soggetti ritenuti di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di arma da sparo con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi, nonché del soggetto, vittima del tentato omicidio (classe 2002), ritenuto a livello investigativo vicino alla famiglia Santapaola, a sua volta ritenuto colpevole porto e detenzione illegale di arma da sparo.
Il provvedimento restrittivo scaturisce dalle investigazioni svolte dalla Squadra Mobile di Catania in occasione di un tentato omicidio avvenuto a Catania la notte del 15 febbraio scorso, allorquando, a seguito di una nota giunta alle ore 3:50 in sala operativa, la vittima è stata trovata in via Fava sanguinante e riversa sul manto stradale da personale della locale polizia, venendo poi trasportata presso il locale nosocomio dove gli veniva diagnosticata una ferita da arma da sparo con foro cutaneo d’entrata a livello ascellare posteriore e foro cutaneo d’uscita a livello ascellare anteriore. Le indagini – compendiatesi principalmente in intercettazioni ambientali, intercettazioni telefoniche e analisi di filmati estrapolati da svariati sistemi di videosorveglianza – avrebbero permesso di raccogliere gravi elementi indiziari a carico dei tre soggetti, da cui emergerebbe secondo l’impostazione accusatoria, che il ferimento sia conseguenza di una fibrillazione armata tra il gruppo di San Giovanni Galermo collegato al clan mafioso Cappello-Bonaccorsi e la ristretta cerchia anche familiare di un esponente di Cosa nostra catanese.
A monte di tale fibrillazione vi sarebbe stata una banale lite tra giovani avvenuta la stessa notte del 15 febbraio all’interno di una discoteca, durante la quale il fratello minore della vittima ed un altro minorenne nipote dellìesponente mafioso appartenente a Cosa nostra catanese, sarebbero stati picchiati da alcuni giovani del rione San Giovanni Galermo. Appreso dell’aggressione, la vittima ed altri cinque soggetti del rione San Giorgio, intenzionati a vendicare l’affronto, si sarebbero recati a bordo di tre motociclette nel rione San Giovanni Galermo, dove però avrebbero trovato ad attenderli, armi in pugno, gli esponenti del gruppo che controlla il rione, tra i quali uno che ne avrebbe avuto la responsabilità ora tratto in arresto.
Alle ore 03:36 il convoglio di tre motociclette con a bordo la vittima e gli altri cinque soggetti del rione San Giorgio veniva intercettato in viale Tirreno dagli esponenti del gruppo di San Giovanni Galermo che a bordo di due autovetture iniziavano ad inseguirli bersagliandoli con svariati colpi d’arma da sparo, uno dei quali attingeva alla spalla destra la vittima, alla guida dell’ultima motocicletta che chiudeva il convoglio. Durante l’inseguimento la vittima e gli altri cinque soggetti del rione San Giorgio, essendo anch’essi armati, avrebbero risposto al fuoco sparando all’indirizzo delle autovetture dei membri del gruppo di San Giovanni Galermo.
In seguito alla sparatoria, alle ore 03:40 del 15.2.2026, alcuni minuti dopo la fine dell’inseguimento, il convoglio di tre motociclette giungeva in via Fava, dove la vittima, stremata per la ferita d’arma da fuoco alla spalla destra, non riuscendo più a proseguire, lasciava cadere la moto di cui era ancora alla guida e rovinava infine a terra sul manto stradale, mentre il suo passeggero montava rapidamente su una delle altre due motociclette che ripartivano subito dopo, lasciandolo disteso sul manto stradale.
La vittima, rintracciata dalla Squadra Mobile all’interno della piazza di spaccio del civico 121 di via Capo Passero, è stata anche tratta in arresto per detenzione spaccio di stupefacenti in concorso, in quanto trovata in possesso di oltre 120 dosi di droga tra cui cocaina, crack e marijuana.