L’onore verso la patria rinverdisce l’orgoglio di essere italiani, ma soprattutto inorgoglisce i paternesi quando si fanno onore nel mondo. Parliamo del paternese Vincenzo Arcobelli che, a Roma, la scorsa settimana, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, ha aperto la XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, organizzata dalla Texas Scientific Italian Community e, in particolare, dal suo chairman, Vincenzo Arcobelli (anche consigliere CGIE per gli Stati Uniti), che si spende per gli italiani in America.
C’è chi la chiama diaspora scientifica italiana, o fuga di cervelli; questi, anche se costretti a uscire dall’Italia, creano ponti tra l’Italia e il mondo. Grazie alla curiosità che spinge gli esseri umani verso il sapere, rendono le persone più coscienti. Nonostante la distanza e i legami affettivi con il Belpaese, i ricercatori italiani e le ricercatrici italiane nei 5 continenti rendono l’Italia un Paese più forte, più dinamico, più competente, più innovativo. Perché il “made in Italy” più autentico sta nelle persone. E quelle persone, ovunque siano, rappresentano l’Italia. E per questo, agli studiosi italiani e alle studiose italiane in giro per il mondo andrebbe detto sempre “grazie”.
Dopo il successo della XIX edizione, ospitata a Bruxelles nel maggio 2025, la Conferenza è tornata nella Capitale, riaffermando il proprio ruolo di piattaforma privilegiata per il dialogo tra i ricercatori italiani impegnati nei principali centri internazionali e le istituzioni nazionali.
Lavori aperti con l’augurio del presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, e i saluti, con video-messaggio, del presidente Ignazio La Russa e della Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, del Vice Ministro per le Imprese e il Made in Italy Valentino Valentini, della Rettrice della Sapienza Università di Roma Antonella Polimeni, di Angela Lombardi, delegata del Presidente della Texas Scientific Italian Community, e di Andrea Giuffrida.
Appassionato l’intervento di Vincenzo Arcobelli che si è detto pieno di orgoglio e di gratitudine per questo “percorso straordinario: 20 anni di impegno, passione e visioni condivise”, ricordando come in questi 20 anni la conferenza sia diventata “punto di riferimento essenziale per migliaia di italiani che, pur operando oltre i confini nazionali, hanno continuato a sentirsi parte viva del nostro Paese”.
Arrivare alla ventesima edizione, secondo Arcobelli, “non è stato scontato, né facile”. Per questo “è un grande risultato”. In questi 20 anni “avete costruito ponti invisibili e solidissimi tra l’Italia e il mondo, avete trasformato la distanza geografica in ricchezza di prospettive, la diaspora in una rete di eccellenza e la lontananza in un’opportunità di crescita collettiva”.
Per il paternese ormai naturalizzato texano, ogni edizione della Conferenza ha rappresentato “un momento di incontro autentico, di scambio nel mondo e di rinnovato amore per la ricerca, per l’innovazione e per la cultura italiana”. Con il loro lavoro, “tante storie personali si sono intrecciate alla storia italiana, una storia che non si ferma nei suoi confini ma vive, crea e brilla ovunque ci siano intelligenza, curiosità e dedizione al sapere. Avete dimostrato che essere italiani nel mondo significa portare competenze, creatività e quel genio che da sempre ci caratterizza”.
Lavori riportati dall’agenzia internazionale Stampa Estero, a cui si è rivolto così Arcobelli.
“Grazie. Grazie per aver tenuto alta la bandiera della ricerca italiana all’estero. Per aver creato uno spazio di dialogo aperto e inclusivo, per aver investito il vostro talento per costruire un futuro migliore per l’Italia e per il mondo. Che i prossimi 20 anni siano ancora più luminosi, ricchi di sfide e ambizioni, collaborazioni internazionali sempre più feconde e risultati che riempiono di orgoglio le generazioni future – ha concluso –. In ogni angolo del mondo, ovunque ci sia un italiano, lì c’è l’Italia”.