Fa discutere l’approvazione del protocollo d’intesa tra il comune di Paternò e Centuripe che prevede l’eliminazione della linea ferrata della tratta “Motta S. Anastasia – Regalbuto” sostituendola con una pista ciclopedonale di oltre 50 km mettendo in pratica il progetto “Greenway del Simeto”. Una decisione non condivisa a Paternò che ha portato alla nascita di un comitato popolare per la difesa della “Ferrovia delle Arance” con i promotori che sostengono che sarebbe possibile, attraverso un progetto ad hoc, una coesistenza tra il sedime ferroviario e la pista ciclopedonale.
Sulla vicenda che da registrare la presa di posizione del Presidente dell’Archeoclub d’Italia sede Ibla Major di Paternò Angelo Perri. “Ritengo che la decisione di cancellare definitivamente la Ferrovia delle Arance debba essere riconsiderata alla luce delle reali esigenze di mobilità e delle prospettive di sviluppo dell’intero territorio. Una scelta di questa portata non può essere valutata limitandosi alla singola tratta, ma deve inserirsi in una visione strategica più ampia, capace di coinvolgere tutto il bacino territoriale interessato e di riconoscerne le potenzialità economiche, sociali, turistiche, culturali e ambientali”.
Per il Presidente Perri “Non si tratta di opporsi al progresso, ma di promuovere il recupero e l’adeguamento di un’infrastruttura esistente, attribuendole funzioni coerenti con le necessità contemporanee. La linea potrebbe contribuire ad alleggerire il traffico merci sulle strade statali delle province di Catania ed Enna, migliorando la sicurezza della rete viaria e riducendo l’impatto ambientale del trasporto su gomma. È pertanto necessario avviare uno studio complessivo di fattibilità per il reinserimento della Ferrovia delle Arance nel sistema della mobilità regionale, valutando il trasporto di merci e passeggeri, le connessioni con le reti ferroviarie e metropolitane esistenti e l’accessibilità alle principali infrastrutture strategiche” .
Secondo il presidente dell’Archeoclub d’Italia la linea potrebbe raccogliere i flussi provenienti dalla provincia di Enna e indirizzarli verso l’aeroporto di Catania mediante una bretella metropolitana tra Motta Sant’Anastasia e Catania. Nella direzione opposta, potrebbe favorire la mobilità da Catania verso le aree interne, collegando territori di grande rilevanza culturale, paesaggistica e turistica, tra cui Paternò, Centuripe, Adrano e Maniace.
“E’ indispensabile portare a conclusione l’iter per il riconoscimento della Ferrovia delle Arance come ferrovia storica. Tale riconoscimento rappresenta un passaggio prioritario per tutelare l’unità del tracciato, impedirne la frammentazione o la cancellazione definitiva e costruire un programma organico di recupero e valorizzazione- ha proseguito Perri- La dimensione storica della linea non è alternativa alla sua possibile funzione trasportistica: costituisce, al contrario, un valore aggiunto sul quale fondare un progetto integrato di mobilità, turismo, cultura e rigenerazione territoriale. Occorre quindi sospendere ogni decisione irreversibile, salvaguardare l’integrità dell’infrastruttura e istituire un tavolo tecnico tra Comuni, Città metropolitana di Catania, Libero consorzio comunale di Enna, Regione Siciliana, gestori ferroviari e rappresentanze del territorio. Gli obiettivi prioritari devono essere la conclusione dell’iter di riconoscimento come ferrovia storica e la definizione di un progetto unitario di mobilità sostenibile, logistica, turismo e sviluppo delle aree interne”.
Cancellare questa infrastruttura significherebbe rinunciare non soltanto a una ferrovia, ma a una concreta opportunità di riequilibrio territoriale e di connessione tra la costa ionica e la Sicilia interna. La Ferrovia delle Arance deve essere tutelata, riconosciuta e restituita al territorio come risorsa strategica per il suo futuro.